Concedetemi il classico, spocchiosissimo, saccentissimo, odiosissimo "l'avevo detto".....
Lunedi 18, fresca come una rosa (certo), mi presento a scuola alle ore 15:50 (l'incontro era per le 16. Personalmente ritengo sia segno di educazione e rispetto che gli insegnanti arrivino qualche minuto prima dei genitori per organizzarsi, capire in quale aula debbano ricevere, prendere registri.....insomma per evitare la fase di "non so dove andare" davanti alle famiglie che ritengo davvero poco edificante e professionale. Purtroppo mi sa che solo la precaria, giovane, inesperta della situazione la pensa così quindi mi ritrovo puntualmente tra una marea di genitori ed insegnanti uno più spaesato dell'altro e mi vengono in mente certe scene alla posta o in banca o in qualsiasi ufficio quando sto dall'altra parte e se vedo l'impiegato che non sa che pesci prendere, traggo subito conclusioni poco lusinghiere!!!!!!!).
Dicevo, giungo a scuola ed iniziano i colloqui. Al solito ne vedo di tutti i colori e quando dico tutti i colori non sto usando una metafora, perchè tanti, presi dallo spirito natalizio, si sono addobbati tipo albero!!!!!!!!! Anyway, non sono qui per dare voti all'abbigliamento, già mi basta (e avanza) l'ingrato compito di asseganre voti al rendimento degli alunni.
C'è la mamma che se ne "impipa" delle mie belle parole (quando sono bravi io non lesino elogi, mi pare giusto) e vuole sapere il voto del compito o dell'interrogazione perchè se il figlio non ha avuto Distinto ma tra Buono e Distinto "va a casa e gliene canta quattro"; c'è il papà al quale proprio non sai come dire che il figlio ha difficoltà enormi e non riesce a fare progressi nonostante l'evidente volontà di migliorare e l'impegno ed è la scena più brutta alla quale assistere: in genere gli occhi dei genitori diventano lucidi lucidi, tu non sai come fare perchè già è complicato di per sè, d'altra parte non puoi nè essere troppo dura, nè indorare la pillola eccessivamente. E' una cosa che non vorrei mai fare: un conto è quando il ragazzo è svogliato, disinteressato, disattento. Allora arriva la famiglia e lì proprio non c'è problema a svuotare il sacco e a dipingere il ragazzino come "intelligente, ma non si applica" (un classico che però funziona...in questo caso mai luogo comune fu più azzeccato); c'è poi la mamma che difende il figlio a spada tratta sempre, comunque, per forza, per partito preso, per sindrome da mamma chioccia o che so io...
Questa va raccontata e mi riallaccio al post in cui parlavo del ragazzo beccato impreparato. Lo stesso alunno, "sgamato" a copiare durante il compito (in realtà si accingeva a farlo, ma l'ho bloccato immediatamente....al primo movimento sottobanco!), aveva avuto un avviso da portare a casa. Alla lezione successiva il ragazzo ha portato la firma e mi ha chiesto la restituzione del materiale che gli avevo sequestrato. Gli ho risposto che avrei consegnato il tutto ai genitori in occasione del colloquio. Il ragazzo insisteva, io gli ho detto che non comprendevo tale urgenza (invece avevo compreso fin troppo bene) visto ceh trattavasi di appunti, fogliettini varii etc.
Arriva la signora, le consegno i vari bigliettini e mi chiede "che cosa sono?" ed io le ho detto della firma "signora, lei ha firmato anche un avviso, forse ora le sfugge".....in poche parole l'ho inchiodata al muro. Lei ha iniziato a tentennare, poi non ha potuto dire nulla e invece di infuriarsi con il figlio ha detto che chiederà il supporto di uno psicologo perchè non è possibile che un ragazzo che si spacca la schiena sui libri poi abbia bisogno di ricorrere a mezzucci, allora significa che il bimbo ha gravi insicurezze. Non contenta, le ho detto che anche all'interrogazione, il bimbo insicuro (core de mammma) non aveva spiccicato parola di civiltà e la signora (tra l'altro anche lei insegnante):"no, non è possibile, mio figlio studia con me sia inglese che francese, facciamo sempre tutto, credo che il non aver risposto all'interrogazione dipenda dall'essersi emozionato etc etc...), professoressa, mi faccia la cortesia, glielo chiedo da collega e da mamma (anzi, diamoci del tu visto che siamo colleghe), interrogalo domani e chiedigli tutti gli argomenti.
Martedi mattina, sempre fresca come una rosa, arrivo a scuola. Entro in classe e:
1. faccio un bel rapporto al ragazzo per la firma falsa. A comprova che la madre aveva preso sottogamba l'avvenuto, il ragazzo si è messo a ridere (tronfio della bravata?) al che io gli ricordo che, tra l'altro, oltre ad aver fatto una cosa grave scolasticamente parlando, falsificare firme è illegale. FOrse ho calcato troppo la mano, ma era l'unica per scuoterlo;
2. lo interrogo. Allora le cose che ha studiato vanno, onestamente, bene potrebbe anche avere buono. C'è un "ma":non ha studiato tutto, mancano diversi argomenti. In pratica è preparato bene su una selezione di argomenti. Deduco che non ha fatto tutti i compiti. In pratica il furbone arriva a casa e quando la mamma si mette a farlo studiare non comunica tutto l'assegno per cui la mamma è convinta che il ragazzo studi tutto, il ragazzo è contento perchè non fa tutto l'assegno e vissero felici e contenti. A questo punto felice e contenta vivo anche io perchè ho interrogato (come tra l'altro da accordi con la madre) il ragazzo, e ho scoperto che l'impreparato me lo conferma. Ho annotato sul registro tutti gli argomenti che non aveva studiato e alla prossima volta inchioderò di nuovo al muro mamma e figlio.
Non è per cattiveria, ma questa cosa proprio non può passare liscia. Che figura, tra l'altro, ci farei agli occhi dei compagni, quelli seri, studiosi? Non avrebbero torto ad utilizzare mezzucci anche loro, tanto la punizione non arriva e quindi perchè fare la persona seria? E' questo il messaggio che vogliamo dare ai nostri alunni? Non credo. Io mi sgolo per ripetere fino alla nausea che ogni loro azione a loro ritorna nel bene o nel male, che la ricaduta di ciò che fanno è su se stessi, che se seminano bene raccolgono e con soddisfazione, se seminano male non possono aspettarsi nulla. Quando dalle famiglie non arriva collaborazione è la fine. Cosa credono che siamo lì, sadici, con il gusto di punire i figlio? Non pensano che non ci sono solo i singoli ragazzi ma c'è tutto il gruppo classe ed i messaggi devono essere chiari ed inequivocabili. Solo lavorando e collaborando con le famiglie si possono raggiungere risultati. La regola è una: rispetto delle regole, altrimenti se ne pagano le conseguenze. Punto. Se a casa ho chi mi difende e, scusatemi la volgarità, mi "para il sederino" ad ogni mia azione io cosa imparo? Sempre più a percorrerela strada più breve, quela più comoda....
CHE TRISTEZZA
1 commento:
E già che tristezza!
Però magari mio padre mi avesse difeso ogni tanto (non mi sarebbe dispiacciuto mica)!!!
Non sembra per niente facile come lavoro, no no!
Bacioniiii
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