diario di una prof

STORIE DI ORDINARIA F0LLIA DI UN'INSEGNANTE PRECARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

19.10.10

lo sapevo .....

Non ho mai voluto accettare alunni su FB, nè intendo iniziare a farlo. Ritengo non sia opportuno, per una serie di ovvie motivazioni. Ieri, però, nella mia pagina c'era un messaggio privato. Proveniva da due mie ex alunne dello scorso anno, della scuola bronx. Già ero depressissima ad aver lasciato i ragazzi, l'arrivo della mail ha decisamente peggiorato il mio stato d'animo. Non voglio assolutamente lamentarmi della mia situazione attuale, anni fa avrei pagato oro per trovarmi nella situazione attuale,ma leggere queste parole che vi riporto non è stato facile, per nulla:
"Cara prof, siamo C. e L. della terza X, come sta? Speriamo meglio di noi. Abbiamo pianto tanto quando abbiamo saputo che non sarebbe stata con noi. La nuova prof non sembra male, ma noi non riusciamo ad abituarci. E' stata una notizia troppo brutta. Se abbiamo imparato tante cose, se abbiamo capito che la conoscenza è tra le cose che nessuno ci potrà mai portare via(ricorda ce lo ripeteva sempre) è grazie a lei. Lei è stata ed è insostituibile, preziosa. Non è vero he si capisce l'importanza di qualcuno quando lo hai perso, noi a lei abbiamo sempre voluto un bene infinito. Non la dimenticheremo mai"

13.10.10

il trucco dov'è?

Vi dicevo ieri della scuola bella bella bella. E' quasi un mese che mi arrovello alla ricerca di dove sia il trucco. E' mai possibile che: i ragazzini siano carini ed educati, i colleghi sempre rilassati (e ti credo, con questi alunni come fai ad incazzarti?), la segreteria efficiente, la dirigenza disponibile? No, ne ho girate di scuole, ma una situazione del genere mi lascia decisamente ampio spazio a dubbi: che sia una cellula segreta di qualche organizzazione criminale? Hihihi.....

12.10.10

e siam di nuovo qui ....

Non che di tempo non ne sia passato, ma in questo preciso istante mi è venuta voglia di riprendere a scrivere.

Facciamo il punto (cercherò di essere schematica):

1. SONO FINALMENTE DI RUOLO;

2. Quest'anno, però, faccio ancora la precaria. No, non sono matta. Ho semplicemente avuto una nomina giuridica il che significa che per l'anno in corso resto dove sono (cioè in una meravigliosa e chic scuola .....FINALMENTE anche io ho un'utenza decente, yuppi!) e il prox anno andrò non so dove (ma di certo non dove sono ora sigh).....

2.1.10

propositi

ho sempre pensato che i propositi di inizio anno fossero patetici ed inutili. Forse lo penso ancora e nonostante ciò ne ho uno, importante, che spero di attuare:

superare le mie paure

Devo e, soprattutto, POSSO farcela. Quest'anno punto su me stessa ed io so di poter essere vincente!

1.1.10


Sereno 2010 ai miei affezionati lettori!

13.12.09

atmosfera natalizia?

Come al solito di questi tempi natalizi, a scuola programmo una serie di attività concentrate sul periodo festivo. Per cui sotto con ricette, cartelloni, lessico, canzoni, cartoni animati, spot televisivi e chi più ne ha più ne metta a seconda del livello delle classi etc... In una prima stavo facendo Vive le vent che sarebbe Jingle Bells in Francia. La premessa è che avevo detto a quella d musica (scusate, ma definirla collega mi sento male per cui passatemi il "quella") che avremmo potuto lavorare insieme per cui io sotto con la pronuncia e lei con il canto. Sua risposta? Mah, la vedo banalotta come cosa (chissà, saranno abituati al canto lirico e le performances dei ragazzi saranno esclusivamente dal repertorio del Teatro San Carlo). Naturalmente ho capito che l'unica cosa banale del tutto era la risposta della tipa. Non mi sono scoraggiata ed ho proposto comunque la canzone agli alunni (chissene di lei). Passa davanti alla porta dell'aula (pare che io sia una delle poche rarità che non ciondola in corridoio) e sente che stavamo cantando. Ok, non sarà stato il miglior coro di voci bianche in circolazione, ma a me serviva per la pronuncia e per farli immergere un po' nel natale francese. Apriti cielo, mi ha detto che "a cantare tipo pecore" siamo bravi tutti, che non mi dovevo permettere etc. L'ho letteralmente mandata a fanculo. Le ho risposto che se lei insegna musica non ha l'esclusiva del canto (tant'è che si rifiuta), come io non ce l'ho del francese. Se nella mia lezione ho esigenza di utilizzare quale strategia didattica la musica e le canzoni sono fatti miei e lei non si può intromettere. Le ho anche ricordato che le avevo proposto un lavoro in tandem ricevendo un suo diniego. Risposta? "Ma se tu fai così mi banalizzi la materia, i ragazzi credono che si possa aprire bocca per dire di aver cantato". Le ho detto che la materia la banalizza lei se non coglie neanche gli spunti di collegamenti interdisciplinari offerti e che allora anche io mi dovrei ribellare se quando studiano Bizet non lo sanno pronunciare e qualcuno osa correggerli in modo sbagliato etc....
Vi risparmio l'epilogo. E' andato a finire che sono una presuntuosa e che lei non sa cosa io speri di ottenere, udite udite, facendo quella che va in classe e la RIVOLUZIONA. Per una canzoncina di Natale? Azz ...

milady dove sei?

comunicazione di servizio per Milady (se mai leggesse il mio ormai desolato blog)

DOVE SIETE FINITI TU E IL TUO SALOTTO?
Non riesco ad accedere e la cosa mi dispiace tantissimo. Spero di avere tue news di tanto in tanto per sapere che combini e come stai. Un abbraccio

6.12.09

scoraggiamento

Finalmente riesco a postare di nuovo. Non ho avuto voglia (e neanche tempo). La situazione continua a peggiorare. I limiti sono stati superati tutti. Anzi no, ormai si tende ad inventarsene di nuovi solo per poterli superare nuovamente. Il tutto è insostenibile. Continuo a pensare che la scuola vada avanti grazie a quei pochi che con tanta buona volontà si coprono orecchie ed occhi e procedono per la propria strada.
Venerdi ho dato un passaggio ad un collega che è lì da 10 anni. E' stanco ed amareggiato. Vede il castello crollare e lui che a questa scuola ci tiene deve osservare impotente. Mi ha confidato di aver più volte parlato con il Dirigente per cercare di avere un suo intervento e di essere tornato a casa con un pugno di mosche in mano. Purtroppo sta accadendo un tale rovesciamento della situazione per cui chi lavora è un fastidio, un intralcio, una rottura di scatole. Lo so che non è così che dovrebbe andare, ma assisto a tale situazione ogni giorno. La precaria (cioè la sottoscritta) è guardata quasi con pietà. Devono credermi deficiente totale quando vedono che durante le ore buca invece di fare salotto sto lì a preparare lezioni, a correggere, a reperire materiale etc. Penseranno che non ho capito nulla ed io me ne frego perchè ho capito tutto invece e le conclusioni alle quali son giunta mai le accetterò. Si parla tanto di "meritocrazia". Dove? In un paese in cui ognuno fa a gara ad essere più furbo dell'altro non c'è posto per chi è veramente meritevole: verrebbe scavalcato dal solito "culattone raccomandato". ....

1.11.09

villaggio vacanze

Non sono in una bella scuola. Nonostante gli alunni abbiano scarso rispetto delle regole e poca voglia di studiare associata ad oggettivi limiti nell'apprendimento, non è a causa loro.
Non sono in una bella scuola perchè il Dirigente se ne sbatte ed i docenti anche. Se il baraccone va avanti è per la buona volontà di qualche insegnante che lavora seriamente. Non è vero che è così ovunque. Certo, il senso di responsabilità è faccenda decisamente soggettiva, ma laddove c'è un dirigente capace di far filare tutto liscio anche chi non ha il classico "sacro fuoco" troppo oltre i binari non va. Nella scuola dove mi trovo, invece, è tutto lasciato in mano al singolo lavoratore. C'è chi porta a casa la giornata rispettando i propri compiti e chi la porta a casa allegramente bighellonando nei corridoi, fumando (sempre nei corridoi o in sala professori o addirittura sulla porta della classe), fancazzeggiando con colleghi suoi simili etc. Non sto esagerando. Questa è la scena che si presenta ogni giorno lì dentro. E' un po' un villaggio Valtur: fai quello che vuoi quando e come vuoi. Tanto decidi tu, mica il capo....
Vogliamo parlare del sostegno? Colleghi inesistenti che si confezionano un orario su misura nel quale il famoso dirigente non mette becco per cui, sulla carta, entrano alle ore 9 ed escono alle 12. Non uno che si presenti puntuale, beninteso. Idem per l'orario di uscita. Accade sempre che qualcuno abbia qualche urgenza e ti mollano il ragazzino (tanto ci se tu). Questi allievi diversamente abili non hanno il sostegno nè alla prima nè alle ultime due ore a prescindere dalla gravità del caso, a prescindere dalle materie etc. Non finisce qui. Anche quando dovrebbero essere in orario passano la giornata tra la macchinetta del caffè e i corridoi (tanto il ragazzino sta con te). Arrivano alle 9.20 irrompono nella classe dove stai lavorando rigorosamente urlando al cellulare, lasciano borsa, giacca, chiavi della macchina in ordine sparso ti fanno cenno "vado a firmare" e poi non li vedi più se non nel cambio dell'ora quando li avvisti in cortile che prendono il sole. Ripeto: non sto esagerando. E' così. "Lui" lo sa, lo vede, lo nota (o forse no) e se ne sbatte. Il dubbio che anche "lui" sia così mi assale. D'altra parte se fosse una persona seria non potrebbe accettare questa situazione assurda, al limite del ridicolo. Poi ci si lamenta degli alunni. Non vi dico cosa non sono capaci di dire di questi poveri ragazzi. Uno è deficiente, l'altro è scemo, quell'altro ancora è uno scherzo della natura. Ho assistito addirittura a veri e propri sfottò del diversamente abile. Sarebbe, anzi è, inaccettabile, inammissibile, al limite della denuncia. Invece lì dentro finisce tutto con una enorme risata collettiva e tu che lavori sei visto nel migliore dei casi come un cretino che non ha capito nulla oppure come un rompipalle da arginare in ogni modo.
Triste.

21.10.09

update

Che io non riesca più ad aggiornare il blog è un dato inconfutabile. Mi scuso con il lettori (se ancora ci siete) e vi chiedo pazienza: spero di riuscire presto a riprendere il ritmo di un tempo.
Partiamo dalla fine e cioè da me davanti al pc che decido di scrivere un post. Sono in malattia. Da lunedi, ma mi sembra due volte più lungo rispetto alle vacanze estive. Sono disperata, voglio e devo ritornare a scuola. Per vari motivi: 1. io in malattia non ci sono mai stata e non ci volevo neanche stare, ma quando il termometro ha segnato 40 mi sono dovuta arrendere; 2. a scuola non mi pare proprio il caso di assentarsi, non ora che non so neanche i nomi dei ragazzi; 3. non ce la faccio più.... e che palle!!!!!!!
Per ciò che concerne il mio inserimento. Beh, le prime fanno veramente cagare. Demotivati, stanchi dalla nascita, ignoranti a livelli cosmici. Sulle seconde ci sto lavorando ed al momento la vera mission impossible sembra essere riservata ad una classe. No comment sulle terze. Una si può salvare, l'altra no. Questo il quadretto.
Ho già ricevuto minacce di essere "vattuta" ossia "picchiata" da una signora madre sconvolta perchè io avrei osato turbare il suo bimbo (un gigantone di circa un paio di metri) dicendogli che se non studia non prenderà certo la sufficienza per opera e virtù dello Spirito Santo. Le ipotesi sono due: o madre e figlio non hanno una beata mazza a cui pensare per cui concentrano le proprie energie meditando di picchiare docenti e alunni oppure la signora, pia donna, avrà ritenuto esagerato che io scomodassi lo Spirito Santo per un tal vile e terreno fine.
A parte ciò le giornate scorrono (a parte 'sti tre giorni di tortura a casa). Sto lavorando mattamente, la stanchezza c'è, ma stare a casa è molto peggio per cui non mi voglio lamentare. Meglio uccidersi di lavoro che passare un giorno con la febbre. Quando non è inventata la malattia è veramente una prigione...
Per il momento è tutto. Domani dovrei rientrare (il condizionale è scaramenticamente d'uopo).