Ischia: tenta di sfondare la porta dell’ufficio con una spranga. Pugni e calci alla prof, poi resiste agli agenti
Ischia. È stato denunciato a piede libero il minorenne che, armato di una grossa mazza, ha tentato ad Ischia di sfondare la porta della presidenza dell'istituto alberghiero. Insegnanti e bidelli sono intervenuti per bloccarlo ed allontanarlo. Ma lui, evidentemente non soddisfatto, dopo un paio di ore si è ripresentato a scuola per completare il lavoro, aggredendo a pugni e calci la preside Giuliana D'Avino. Protagonista dell'incredibile atto di violenza G.V., un quattordicenne che frequenta il primo anno al «Vincenzo Telese». Il giovane esagitato è stato subito fermato non senza difficoltà, dai poliziotti ed accompagnato in commissariato, dove a suo carico è stata formulata la denuncia per i reati di oltraggio a pubblico ufficiale e violenza, unitamente alla segnalazione al giudice dei minori e alla richiesta di affidamento ai servizi sociali. Solo a questo punto, e dopo aver espletato le formalità di rito, il vicequestore Antonio Vinciguerra ha potuto affidare nuovamente il ragazzo alla tutela dei genitori. A far scattare in mattinata la reazione violenta di G.V., è stata sicuramente la convocazione a scuola - l'ennesima nel giro di poche settimane - dei genitori, invitati a discutere proprio su quegli atti di intemperanza di cui si era reso protagonista di recente il ragazzo. Continue assenze, uscite non autorizzate dall'istituto, piccoli danneggiamenti, battibecchi e alterchi con il personale, fra le quotidiane cattive abitudini del singolare alunno. Il quale, alla vista del padre che colloquiava con i professori, ha iniziato a urlare minacce e avvertimenti sia nei confronti del genitore che all'indirizzo degli insegnanti. Poi, quando il papà si è finalmente allontanato, G.V. è esploso, dando sfogo in maniera incontrollata alla violenza e al rancore che covava dentro. L'episodio ha mandato naturalmente in fibrillazione per tutta la mattinata il Telese, che con i suoi 700 iscritti è l'istituto professionale attualmente più frequentato dell'isola. Dalle sue aule escono diplomate ogni anno intere schiere di cuochi, direttori di sala, barmen e aspiranti direttori d'albergo. Un istituto, quello alberghiero, che la preside D'Avino in due anni di sua gestione sta provando a reinserire a tutti gli effetti nel circuito produttivo, agganciando i master dei suoi alunni a iniziative specifiche dell'imprenditoria turistica. «Devo dire che nonostante anche nella nostra scuola ci siano problemi di inserimento da parte dei ragazzi, mai prima d'ora si erano viste cose del genere» afferma ancora in preda allo sconcerto Nicola Elia, uno dei docenti del Telese. Non commentano invece il fatto i compagni di classe di G.V., che pure hanno assistito all'incredibile susseguirsi degli eventi. «Assumendo le movenze e il linguaggio tipico del bulletto, questo ragazzo sembra voler esercitare una sorta di predominio psicologico sui suoi compagni e sul personale della scuola» raccontano i poliziotti che hanno preso temporaneamente in custodia il minore, avendo così la possibilità di parlargli e di studiarne gli atteggiamenti. E anche i genitori dell'alunno violento preferiscono non parlare della condotta del figlio, che per alcuni giorni non farà ritorno a scuola. Sulla condotta di G.V. e sugli atti di cui si è reso protagonista a scuola, sarà a breve chiamato a esprimersi anche il consiglio di classe, che ha il compito di fissare la durata del provvedimento di sospensione che dovrà essere comminato all'alunno.
Ischia. È stato denunciato a piede libero il minorenne che, armato di una grossa mazza, ha tentato ad Ischia di sfondare la porta della presidenza dell'istituto alberghiero. Insegnanti e bidelli sono intervenuti per bloccarlo ed allontanarlo. Ma lui, evidentemente non soddisfatto, dopo un paio di ore si è ripresentato a scuola per completare il lavoro, aggredendo a pugni e calci la preside Giuliana D'Avino. Protagonista dell'incredibile atto di violenza G.V., un quattordicenne che frequenta il primo anno al «Vincenzo Telese». Il giovane esagitato è stato subito fermato non senza difficoltà, dai poliziotti ed accompagnato in commissariato, dove a suo carico è stata formulata la denuncia per i reati di oltraggio a pubblico ufficiale e violenza, unitamente alla segnalazione al giudice dei minori e alla richiesta di affidamento ai servizi sociali. Solo a questo punto, e dopo aver espletato le formalità di rito, il vicequestore Antonio Vinciguerra ha potuto affidare nuovamente il ragazzo alla tutela dei genitori. A far scattare in mattinata la reazione violenta di G.V., è stata sicuramente la convocazione a scuola - l'ennesima nel giro di poche settimane - dei genitori, invitati a discutere proprio su quegli atti di intemperanza di cui si era reso protagonista di recente il ragazzo. Continue assenze, uscite non autorizzate dall'istituto, piccoli danneggiamenti, battibecchi e alterchi con il personale, fra le quotidiane cattive abitudini del singolare alunno. Il quale, alla vista del padre che colloquiava con i professori, ha iniziato a urlare minacce e avvertimenti sia nei confronti del genitore che all'indirizzo degli insegnanti. Poi, quando il papà si è finalmente allontanato, G.V. è esploso, dando sfogo in maniera incontrollata alla violenza e al rancore che covava dentro. L'episodio ha mandato naturalmente in fibrillazione per tutta la mattinata il Telese, che con i suoi 700 iscritti è l'istituto professionale attualmente più frequentato dell'isola. Dalle sue aule escono diplomate ogni anno intere schiere di cuochi, direttori di sala, barmen e aspiranti direttori d'albergo. Un istituto, quello alberghiero, che la preside D'Avino in due anni di sua gestione sta provando a reinserire a tutti gli effetti nel circuito produttivo, agganciando i master dei suoi alunni a iniziative specifiche dell'imprenditoria turistica. «Devo dire che nonostante anche nella nostra scuola ci siano problemi di inserimento da parte dei ragazzi, mai prima d'ora si erano viste cose del genere» afferma ancora in preda allo sconcerto Nicola Elia, uno dei docenti del Telese. Non commentano invece il fatto i compagni di classe di G.V., che pure hanno assistito all'incredibile susseguirsi degli eventi. «Assumendo le movenze e il linguaggio tipico del bulletto, questo ragazzo sembra voler esercitare una sorta di predominio psicologico sui suoi compagni e sul personale della scuola» raccontano i poliziotti che hanno preso temporaneamente in custodia il minore, avendo così la possibilità di parlargli e di studiarne gli atteggiamenti. E anche i genitori dell'alunno violento preferiscono non parlare della condotta del figlio, che per alcuni giorni non farà ritorno a scuola. Sulla condotta di G.V. e sugli atti di cui si è reso protagonista a scuola, sarà a breve chiamato a esprimersi anche il consiglio di classe, che ha il compito di fissare la durata del provvedimento di sospensione che dovrà essere comminato all'alunno.
Questa la notizia (apparsa su Il Mattino). La cosa che mi fa riflettere è che nell'immaginario collettivo degli insegnanti, l'utenza dei piccoli centri è sicuramente più gestibile di quella delle periferie. Ebbene, non dico che questo in periferia non accada, ma in due anni di onorata carriera a Secondigliano, dove non è che ci fossero elementi tanto carini, questo non è mai mai mai accaduto. Racconterò in un altro post alcuni episodi che hanno "segnato" (nel vero senso!) i miei inizi. Quello che mi interessa è riflettere sull'accaduto. Se un ragazzo arriva ad un tale gesto è ovvio che abbia problemi (anche seri), perchè si è arrivato a questo punto però resta un mistero. Talvolta, determinate situazioni, prese in tempo, non porterebbero a tali exploit (fermo restando che anche se preso in tempo, magari sarebbe accaduto ugualmente). Non sto colpevolizzando i colleghi (ci mancherebbe altro), sto colpevolizzando un certo modo di intendere la scuola per cui, che lo si ammetta o meno, non c'è molto che gli insegnanti possano fare. Parliamoci onestamente: chi di noi, di fronte a determinate situazioni, non si è sentito "con le mani legate"?. Chi di noi non avrebbe voluto, talvolta, la possibilità di intervenire in modo incisivo. Certi DS sono passivi e disiteressati e risolvono a cosa con una pacca sulla spalla all'allievo (certo, così tu fai la figura della cretina ed il ragazzo è portato a pensare che se il Preside lo giustifica, l'esagerata sei tu. Inoltre se il DS agli occhi dell'alunno appare come chi non prenderà provedimenti, automaticamente, anche l'insegnante perde quel briciolo di autorità che ancora ha.); altri capi di istituto, decisamente più valikdi, alcune misure le prendono, ma il discorso è sempre lo stesso. Tutto quello che puoi fare, spesso non porta a nulla. Al solito perchè la quasi totalità di questi "bulletti" è talmente demotivato e disinteressato che, puoi anche sospenderlo dalle lezioni, nulla sortirà effetto. E qui ci sarebbe da fare una considerazione più ampia sulal società e sull'influenza che determinati contesti hanno sui ragazzi. Chi a 13 anni già scippa catenine e rolex, chi ha già sperimentato le droghe, chi ha già visto in casa o nel quartiere cose che occhi giovani non dovrebbero neanche immaginare......
1 commento:
Così non va per niente bene, il mondo stà andando a rotoli.
No, no non è così che deve essere!
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