Per quale motivo? E' presto spiegato.
Ho avuto una simpatica (????) discussione con una parente (per mia fortuna lontana parente) sugli insegnanti. Lei è del partito che sostiene l'inettitudine della classe insegnanti; io, che mi spacco in quattro, ovviamente non solo sono del partito opposto, ma non consento a nessuno di sparare a zero su quello che non conoscono!
Ho avuto una simpatica (????) discussione con una parente (per mia fortuna lontana parente) sugli insegnanti. Lei è del partito che sostiene l'inettitudine della classe insegnanti; io, che mi spacco in quattro, ovviamente non solo sono del partito opposto, ma non consento a nessuno di sparare a zero su quello che non conoscono!
La parente sosteneva che:
1. i concorsi a cattedra sono i più semplici concorsi pubblici, persino quello alle poste è più difficile;
2. gli insegnanti sono un esercito di ladri che lavora nulla, prende uno stipendio da favola, ha 4 mesi d'estate, un mese a natale e 15 giorni a pasqua (o si è fumata qualche sostanza mooooooooolto potente oppure gioca al raddoppio! Io quattro mesi, 1 mese e 15 gg non li ho mai visti!!!!!!!!!!!!!!!!);
3. gli insegnanti sono demotivati, passivi, non trasmettono l'amore per la cultura, sono impreparati a fronteggiare le varie situazioni (ci mancava pure che dicesse che non sono neanche in grado di operare un alunno di appendicite e stavamo a posto).....
1. i concorsi a cattedra sono i più semplici concorsi pubblici, persino quello alle poste è più difficile;
2. gli insegnanti sono un esercito di ladri che lavora nulla, prende uno stipendio da favola, ha 4 mesi d'estate, un mese a natale e 15 giorni a pasqua (o si è fumata qualche sostanza mooooooooolto potente oppure gioca al raddoppio! Io quattro mesi, 1 mese e 15 gg non li ho mai visti!!!!!!!!!!!!!!!!);
3. gli insegnanti sono demotivati, passivi, non trasmettono l'amore per la cultura, sono impreparati a fronteggiare le varie situazioni (ci mancava pure che dicesse che non sono neanche in grado di operare un alunno di appendicite e stavamo a posto).....
Questo per sommi capi il suo pensiero. Passo al mio.
Premessa: le idee sono idee, ma la cosa che mi ha innanzitutto colpito, al di là di quello che ha detto è stata la sua veemenza. Mi guardava con due occhiacci sgranati come se mi avesse voluto fulminare. Eppure questa persona sa che, non per sottolineare le mie qualità, non ho rubato nulla a nessuno, mi sono laureata giovanissima in meno di quattro anni, ho un dottorato, due master, ho fatto diversi lavori, per conseguire due abilitazioni mi sono spaccata la schiena sui libri, ho sempre fatto tutto da sola, sempre con il massimo dei voti, ho anche attraversato periodi di inoccupazione, sono precaria con tutto ciò che ne consegue, non salto un giorno di scuola neanche se ho la febbre, non ho mai chiesto neanche un'ora di permesso (anzi si una volta per andare a fare un esame: però quel giorno entravo a scuola alle 10...allora mi sono presentata a scuola alle 8.....ho messo a disposizione un'ora a scelta del DS e prima ho recuperato l'ora di permesso e poi l'ho chiesta. La vicepreside mi ha detto che in 35 anni non le era mai capitato, in genere aveva dovuto rincorrere il beneficiario dell'ora di permesso, per i due messi successivi, perchè restituisse l'ora persa....ok, ma qui non siamo a fare il panegirico di quanto sono bella e brava io).
Altra premessa: la "parente" è particolarmente sensibile all'argomento perchè il figlio architetto ha cercato in tutti i modi, senza risultati, di entrare nel mondo della scuola (che ora critica...mi sa tanto di volpe ed uva). Il suddetto figliolo è stato assunto, sottolineo assunto in un'azienda che gli conferisce 1200€ mensili.....la madre sbraita che i suoi 1200€ sono nulla in quanto il figliolo lavora molto di più di un insegnante (e, manco a dirlo, è molto più preparato, intelligente e bravo di tutti gli insegnanti del pianeta). Giusto noi qui a girarci i pollici, suo figlio "core de mamma" a sgobbare in ufficio
Ad ogni buon conto io sono la prima a non difendere a spada tratta la classe insegnante, ad individuare le mele marce, a disgustarmi davanti a taluni episodi di mancanza di professionalità (e questo mio atteggiamento accompagna tutte le sfere lavorative e non), ma sono anche la prima ad aborrire le generalizzazioni. Che cosa ne sanno loro di quell’esercito di insegnanti che ama il proprio lavoro, che non molla di fronte a regole del gioco che cambiano di legislatura in legislatura, che considera gli alunni “persone”, non numeri, che vuole trasmettere valori e conoscenza, che si interessa di ogni singolo caso, che prende a cuore determinate situazioni particolari, che si impegna a fondo, che non sta lì a farsi il calcolo delle ore lavorate e che fa molto di più e va molto oltre il proprio “dovere” contrattuale?
Cosa ne sanno degli insegnanti che trascorrono i pomeriggi andando nelle case degli alunni per convincere i genitori che la scuola è un diritto non solo un dovere; che regalano, senza dirlo a nessuno, libri, quaderni, penne ai più bisognosi perché non abbiano più scuse per non frequentare la scuola; che si prodigano per evitare che i ragazzi di quartieri a rischio “perdano” la propria esistenza per strada?
Cosa ne sanno della lotta quotidiana contro la burocrazia che spesso ci lega le mani?
Chi può dire di conoscere una realtà tanto articolata come la scuola e chi si può arrogare il diritto di sputare sentenze?
Io nella scuola lavoro da poco, sono in fondo solo tre anni, ma posso dire di aver visto poche mele marce e tanti, tantissimi che davvero si prodigano. Ovviamente saltano all'occhio i lavativi, questo è ovvio. Il lavoro che fai non te lo riconosce nessuno, questo è assodato, ma tu che lavori con serietà lo fai perchè quello è il tuo modo di concepire il tuo dovere, non ti aspetti certo (e neanche vuoi) encomi e lodi. Le soddisfazioni te le regalano ogni giorno i tuoi alunni, con i loro progressi e le conquiste quotidiane. Non abbiamo a che fare con lavatrici, non progettiamo macchine: il nostro è materiale umano e la responsabilità che abbiamo è enorme e troppo spesso sottovalutata. Ogni nostra parola deve essere soppesata prma di essere spesa, ogni nostro messaggio potrebbe essere accolto in vario modo e travisato…dobbiamo anche preoccuparci delle conseguenze.
Non voglio osannare la categoria, nè dire che tutti i docenti siano santi e missionari, ma solo sottolineare che tante cose si dicono senza aver pensato prima di dirle ed è grave perchè un conto poi quando parli con uno che non accusa il colpo, un altro è dirle a chi, come me, si sente anche offeso. Io sgobbo nella scuola tutti i giorni da tre anni e non voglio certo una medaglia nè una statua, ma non mi venissero a parlare di insegnanti fannulloni perchè nessuno di quelli che parla è mai stato in classe con noi a rendersi conto delle realtà che affrontiamo. Molti di loro scapperebbero a gambe levate.....
Altra premessa: la "parente" è particolarmente sensibile all'argomento perchè il figlio architetto ha cercato in tutti i modi, senza risultati, di entrare nel mondo della scuola (che ora critica...mi sa tanto di volpe ed uva). Il suddetto figliolo è stato assunto, sottolineo assunto in un'azienda che gli conferisce 1200€ mensili.....la madre sbraita che i suoi 1200€ sono nulla in quanto il figliolo lavora molto di più di un insegnante (e, manco a dirlo, è molto più preparato, intelligente e bravo di tutti gli insegnanti del pianeta). Giusto noi qui a girarci i pollici, suo figlio "core de mamma" a sgobbare in ufficio
Ad ogni buon conto io sono la prima a non difendere a spada tratta la classe insegnante, ad individuare le mele marce, a disgustarmi davanti a taluni episodi di mancanza di professionalità (e questo mio atteggiamento accompagna tutte le sfere lavorative e non), ma sono anche la prima ad aborrire le generalizzazioni. Che cosa ne sanno loro di quell’esercito di insegnanti che ama il proprio lavoro, che non molla di fronte a regole del gioco che cambiano di legislatura in legislatura, che considera gli alunni “persone”, non numeri, che vuole trasmettere valori e conoscenza, che si interessa di ogni singolo caso, che prende a cuore determinate situazioni particolari, che si impegna a fondo, che non sta lì a farsi il calcolo delle ore lavorate e che fa molto di più e va molto oltre il proprio “dovere” contrattuale?
Cosa ne sanno degli insegnanti che trascorrono i pomeriggi andando nelle case degli alunni per convincere i genitori che la scuola è un diritto non solo un dovere; che regalano, senza dirlo a nessuno, libri, quaderni, penne ai più bisognosi perché non abbiano più scuse per non frequentare la scuola; che si prodigano per evitare che i ragazzi di quartieri a rischio “perdano” la propria esistenza per strada?
Cosa ne sanno della lotta quotidiana contro la burocrazia che spesso ci lega le mani?
Chi può dire di conoscere una realtà tanto articolata come la scuola e chi si può arrogare il diritto di sputare sentenze?
Io nella scuola lavoro da poco, sono in fondo solo tre anni, ma posso dire di aver visto poche mele marce e tanti, tantissimi che davvero si prodigano. Ovviamente saltano all'occhio i lavativi, questo è ovvio. Il lavoro che fai non te lo riconosce nessuno, questo è assodato, ma tu che lavori con serietà lo fai perchè quello è il tuo modo di concepire il tuo dovere, non ti aspetti certo (e neanche vuoi) encomi e lodi. Le soddisfazioni te le regalano ogni giorno i tuoi alunni, con i loro progressi e le conquiste quotidiane. Non abbiamo a che fare con lavatrici, non progettiamo macchine: il nostro è materiale umano e la responsabilità che abbiamo è enorme e troppo spesso sottovalutata. Ogni nostra parola deve essere soppesata prma di essere spesa, ogni nostro messaggio potrebbe essere accolto in vario modo e travisato…dobbiamo anche preoccuparci delle conseguenze.
Non voglio osannare la categoria, nè dire che tutti i docenti siano santi e missionari, ma solo sottolineare che tante cose si dicono senza aver pensato prima di dirle ed è grave perchè un conto poi quando parli con uno che non accusa il colpo, un altro è dirle a chi, come me, si sente anche offeso. Io sgobbo nella scuola tutti i giorni da tre anni e non voglio certo una medaglia nè una statua, ma non mi venissero a parlare di insegnanti fannulloni perchè nessuno di quelli che parla è mai stato in classe con noi a rendersi conto delle realtà che affrontiamo. Molti di loro scapperebbero a gambe levate.....
3 commenti:
Farsi il sangue amaro? Non ne vale assolutamente la pena. Tanto chi non vuole comprendere non lo farà mai. In genere se si parla con tanto accanimento è proprio dovuto, come hai detto tu, alla storiella della volpe e dell'uva.....
Ignora, è il miglikor disprezzo
Quoto il post di federica: NON NE VALE LA PENA!!!!
In tutte le categorie c'è del marcio, ma questo non deve far perdere di vista la cosa più importante e cioè che c'è una bella fetta di professionisti seri e preparati che, come dice manu, ogni giorno lavorano senza risparmiarsi, con dedizione e serietà....
Facile dire "gli insegnanti non fanno nulla", perchè il professore del figlio che legge il giornale lo hanno avuto tutti, ma tutti hanno anche avuto tanti esempi di insegnanti coscienziosi. Purtroppo salteranno sempre all'occhio i lavativi, complici di tale visione distorta del mondo scolastico, una società che tende a mortificare gli insegnanti, ad appiattirli, anzichè valorizzarli al meglio
Anche io quoto federica e dony. Figurarsi se possiamo anche metterci a faregli avvocati di noi stessi. La parola d'ordine, cara manu, è una: sbattersene altamente. Pensaci, tanti (troppi) saranno sempre pronti a sparare a zero sugli insegnanti. Se te la prendi ogni volta è la fine.
Ti abbraccio forte,
Max
PS: anche se non scrivo, leggo sempre il tuo blog.....
Avrei tanta voglia di rivederti, mannaggia a questi 1000 km di distanza. Dài. magari durante le vavanze di Natale. Lo sai che sei una delle persone che stimo di più? Forse perchè non hai mai ceduto al mio fascino (scherzo!!!!!!!!!!!!)
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