STORIE DI ORDINARIA F0LLIA DI UN'INSEGNANTE PRECARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

20.2.07

un anno fa....

Un anno fa te ne andavi . Sono ancora incredula. Non riesco a crederci che tu davvero non ci sia più. Se solo potessi tornare indietro non sprecherei le occasioni di vederci, non taglierei corto le telefonate perchè non era il momento giusto, non sarei più talmente presa dal lavoro e non mi dimenticherei di te.Te ne sei andata lasciando tutti sbigottiti. Eri malata, ma nessuno, neanche i medici avrebbero mai ipotizzato quello che è accaduto. Eri sotto controllo costante, i lunghi ricoveri servivano proprio a monitorare la situazione e ad evitare che le cose degenerassero.

Voglio citare un passo da "La capanna incantata" di Romano Battaglia:

"Non sono andata via. Sono soltanto nascosta nella stanza accanto. Io sono sempre io, e tu sei sempre tu .Ciò che eravamo prima l'uno per l'altra lo siamo ancora. Chiamami col mio nome che ti è famigliare. Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato .Non cambiare il tono di voce, non assumere un'aria di tristezza. Sorridi, come facevi sempre , ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando ci vedevamo .Sorridi, pensami. Il mio nome sia sempre la parola famigliare di prima. Pronuncialo senza traccia di tristezza, perché la vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto. C'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Ti sto aspettando in un posto qui vicino, proprio dietro l'angolo. "

e poi voglio pubblicare qualche passo della lettera che ho scritto a tua madre, subito dopo la tragedia... Mi sono sentita codarda e vile nel non avere il coraggio di prendere il telefono, ma ho anche pensato che una lettera è più discreta, chi la riceve può decidere di leggerla, di cestinarla, di leggere fino ad un certo punto. Ho parlato con la signora qualche mese fa. Mi ha detto che la mia lettera le ha fatto piacere....Non la riporto per intero. Ci sono cose che voglio tenere per me........ma ne pubblico degli stralci che rappresentino un po' di colei che era la mia amica.

...Ricordo, come se fosse ieri, la prima volta che ho avuto la fortuna di parlare con lei. Pensai “questa ragazza è proprio forte, una simpatica e allegra mattacchiona”, trascorremmo la serata a ridere di gusto. Ci divertivamo un mondo. In quel periodo era serena: aveva un lavoro, era contenta e spensierata. Non sapeva ancora della sua patologia. Lei sapeva sempre regalarmi un sorriso, sentirla significava riuscire a rilassarmi anche dopo una giornata di stress. Poi il fulmine a ciel sereno. Scoprì la sua patologia e fui tra le prime con le quali si confidò. Le promisi che non ne avrei fatto parola con nessuno. E quel segreto ci unì ancora di più. La sua forza insieme alla sua fragilità erano sorprendenti. Quel suo saper essere dolce, disponibile, affettuosa conviveva, suo malgrado, con la rabbia che aveva nei confronti della malattia. Però reagiva e la forza la tirava fuori. Mi telefonava e piangeva tanto ed io, di fronte a quelle lacrime, mi sentivo impotente, non sapevo che dirle. Poi, mi sorprendeva ancora, mi diceva che lei sarebbe stata più forte della patologia che la affliggeva. Ricordo ancora la prima volta che la vidi, era il mio compleanno, lei mi venne incontro ed io quell’abbraccio non lo dimenticherò mai. Poi andammo in pizzeria e io dovevo trattenermi perché con tutte le battute che faceva avrei riso troppo e disturbato tutto il ristorante!
Di ricordi ne ho tanti e voglio conservarli dentro di me come qualcosa di prezioso. Quello che lei mi ha regalato è troppo bello per essere cancellato dal dolore.
Sto soffrendo in queste ore, mi sento molto sola, sono anche incavolata perché la mai amica non doveva andarsene e il destino è stato troppo cattivo con lei che non lo meritava. Due giorni prima ci eravamo sentite via sms. Purtroppo nell’ultimo periodo io ero molto assorbita dal lavoro, quindi non la sentivo spesso, ma sapevo che io pensavo a lei e lei a me e, soprattutto, sapevo di poter contare su di lei e sul suo affetto.
Non voglio, adesso, parlare di cose tristi. Proprio lei che sapeva mettere di buon umore chi le stava accanto, merita di essere ricordata con allegria, questo glielo dobbiamo, anche se è difficile in questo momento. Nonostante fosse fragile, indifesa, tirava fuori una forza che neanche lei immaginava di avere. Lei che si aggrappava alla vita e superava tutto, la stanchezza, le difficoltà, pur di seguire il tour…… lei che non si tirava mai indietro se avevi bisogno del suo aiuto. Questa è l’amica che resterà nel mio cuore per sempre.
A voi il mio pensiero, la mia stima per aver inculcato in vostra figlia quei valori profondi che la rendevano speciale, sensibile, affettuosa, premurosa, dolce, gentile. A voi il mio grazie perché avete messo al mondo una persona speciale, un’amica difficile da trovare. Posso solo immaginare il vostro dolore. Vi sono vicina e mi sembra di conoscervi attraverso i suoi racconti in cui parlava di voi sempre con amore (le si leggeva la tenerezza negli occhi, il suo sguardo si illuminava) ed era molto confortata dall’avere una splendida famiglia che la sosteneva e che le voleva bene. Non ci sono parole, vi abbraccio con affetto. Io la mia amica la voglio ricordare con serenità, perché lei merita un sorriso anche in questo tragico momento. Non avrei mai immaginato di scrivere questa lettera, perchè io ci credevo davvero che Anna sarebbe stata più forte della malattia. Nessuno potrà restituircela, ma nessuno potrà neanche privarci del suo ricordo. Quello resta e non solo. Resta l’affetto, quell’amore che va al di là della vita, quel legame che è davvero eterno.

1 commento:

Unknown ha detto...

ciao proff,mi è capitato per caso di finire nel tuo blog e incuriosito sono sceso nei post fino a questo..che mi ha lasciato con il magone.sono qui in ufficio,immobile davanti al pc e penso a quanto di profondo hai scritto,di quanto mi pare di conoscerla gia' la persona tanto l hai descritta bene..una cosa è certa,i tuoi alunni sono fortunati.Io,sono qui in centrale termoelettrica,sto facendo il tirocinio per prendere la laurea specialistica in ingegneria elettrica,tanti anni di studio alle spalle e ti devo confessare una cosa..ti avrei voluto come professoressa,certo della tua voglia di fare bene e di darci tutto il tuo sapere nonchè i concetti di umilità,rispetto, fiducia...
passa quando vuoi nel mio blog
http://aspitot.blogspot.com o nel mio sito
http://digilander.libero.it/aspitot e scrivimi pure.