Kysra e Milady, sono le mie due colleghe virtuali. Anche loro hanno un blog ed anche loro sono precarie..........mal comune mezzo gaudio recita il detto popolare (io di gaudio non ne vedo neanche un quarto figurarsi mezzo........sarei a cavallo ed invece mi trovo in cattedra. Cattedra precaria in prestito, of course. Se la dovessi disegnare la farei praticamente traballante e con tre gambine in meno. La sedia sulla quale adagio il mio sederotto invece non la disegnerei proprio. C'è????).
Quotidianamente (o quasi) passo da loro per leggere cosa hanno scritto. Ho scovato Kysra su un forum di un sindacato; Milady invece un giorno ha lasciato un commento sul mio umile blog ed io ho così scoperto lei.
Entrambe scrivono della propria esperienza (manco a dirlo PRECARIA) di professoressine. Non le ho mai viste, ma le immagino (e suppongo loro immaginino la sottoscritta). Leggo i loro racconti e le vedo in classe o in sala prof, o mentre parlano con i genitori o sono in segreteria (cerco invece di non immaginarle alle convocazioni del CSA.......figurarsi, non vorrei immaginare neanche me quando, ogni anno, puntualmente, siamo lì a MENDICARE UN POSTO trattati come se fossimo questuanti). Mentre leggo mi rispecchio molto (il che mi fa considerare o che noi precari non siamo tutti matti oppure che ho beccato le uniche due matte precarie dello stivale ed insieme stiamo progettando di formare un trio comico, visto mai ci dica bene).
Come al solito ho letto, anche oggi, i loro blog.
Kysra ha inserito un post sulla consegna della domanda aggiornamento graduatorie. Praticamente le sensazioni descritte ed i movimenti eseguiti sin dalla sera prima (ed immagino dal 19 marzo alla consegna) sono il clone dei miei (e qui confermo l'ipotesi di cui sopra: o siamo le uniche due oppure quelle che a noi sembrano paranoie individuali coinvolgono ed accomunano l'intero mondo precario...saremo mai da terapia collettiva?). Mi riconosco in ciò che scrive, nelle emozioni che racconta, nei pensieri che condivide con chi legge il suo blog. Milady ha scritto uno dei suoi esilaranti racconti (tra il serio ed il faceto) di una normale giornatina scolastica.
Quotidianamente (o quasi) passo da loro per leggere cosa hanno scritto. Ho scovato Kysra su un forum di un sindacato; Milady invece un giorno ha lasciato un commento sul mio umile blog ed io ho così scoperto lei.
Entrambe scrivono della propria esperienza (manco a dirlo PRECARIA) di professoressine. Non le ho mai viste, ma le immagino (e suppongo loro immaginino la sottoscritta). Leggo i loro racconti e le vedo in classe o in sala prof, o mentre parlano con i genitori o sono in segreteria (cerco invece di non immaginarle alle convocazioni del CSA.......figurarsi, non vorrei immaginare neanche me quando, ogni anno, puntualmente, siamo lì a MENDICARE UN POSTO trattati come se fossimo questuanti). Mentre leggo mi rispecchio molto (il che mi fa considerare o che noi precari non siamo tutti matti oppure che ho beccato le uniche due matte precarie dello stivale ed insieme stiamo progettando di formare un trio comico, visto mai ci dica bene).
Come al solito ho letto, anche oggi, i loro blog.
Kysra ha inserito un post sulla consegna della domanda aggiornamento graduatorie. Praticamente le sensazioni descritte ed i movimenti eseguiti sin dalla sera prima (ed immagino dal 19 marzo alla consegna) sono il clone dei miei (e qui confermo l'ipotesi di cui sopra: o siamo le uniche due oppure quelle che a noi sembrano paranoie individuali coinvolgono ed accomunano l'intero mondo precario...saremo mai da terapia collettiva?). Mi riconosco in ciò che scrive, nelle emozioni che racconta, nei pensieri che condivide con chi legge il suo blog. Milady ha scritto uno dei suoi esilaranti racconti (tra il serio ed il faceto) di una normale giornatina scolastica.
Leggere quello che entrambe dicono è un modo per sentirmi meno sola in questo mare magno e, sicuramente, per rendermi conto che quello che provo io, i miei momenti di sconforto, le difficoltà, ma anche le gioie per qualche soddisfazione (ogni tanto ci sono pure quelle) è identico a ciò che provano gli altri. Spesso è difficile spiegarsi a parole, un po' perchè oggettivamente non si riesce a tirare fuori tutto quando abbiamo di fronte qualcuno; scrivere è più semplice. Sai che c'è chi leggerà, ma mentre scrivi ci sei solo tu (Virginia Woolf me lo ripeteva sempre quando studiavo inglese IV - Non che mi voglia paragonare a lei, non arrivo a tale sacrilegio. Parlo di scrittura e della stanzetta tutta per sè, non certo alludo ai risultati stilistici e contenutistici della signora Woolf, ci mancherebbe. Farnetico, sì, ma mi resta ancora un minimo di lucidità) e riesci a tirare fuori meglio le tue emozioni. Naturalmente non le esterni al 100%, perchè le emozioni sono astratte, ma di sicuro hai il tempo di capire bene come mettere il tutto nero su bianco. Credo che la scrittura (al di là delle capacità di scrivere "bene") sia una risorsa fondamentale dell'io, che ci aiuti a "sistemare" i pensieri che affollano la mente e a capirne il significato (ovvio che, anche qui, siamo lontani dallo stream of consciousness, meglio specificare visto mai qualcuno davvero pensi che da professoressina mi stia trasformando in "presuntuosissimaedignorante"!).
Tutto questo pistolotto perchè? Perchè mi piacerebbe davvero tanto conoscere blog di altri colleghi. Vorrei che i colleghi leggessero ciò che scrivo, per continuare questo confronto...
Colleghi, ci siete?
Tutto questo pistolotto perchè? Perchè mi piacerebbe davvero tanto conoscere blog di altri colleghi. Vorrei che i colleghi leggessero ciò che scrivo, per continuare questo confronto...
Colleghi, ci siete?
6 commenti:
Mi fa piacere questa social catena di professoresse precarie. Io non porto la famosa domanda del 19, perchè sono un passo indietro: appartengo ancora a quella vergognosa graduatoria nota ai più con l'etichetta di "terza fascia". Che è un po' come "terzo mondo". Comunque se è per fare un trio comico io ci sto: con l'esperienza accumulata in cattedra, allo Zelig ci pigliano di sicuro. E di sicuro ci pagano di più.
presentiamoci a qualche provino!
Tornando seri, ma sei terza fascia d'istituto vero?
Io mi unisco volentieri, anche perché mal comune mezzo gaudio! Inoltre, sono circondata a scuola da insegnanti, tanti precari, che sono intrattabili, sempre arrabbiati e isterici. Io malgrado tutto rido sempre e per questo spesso vengo pure fraintesa e magari isolata un po'... Magari trovassi colleghe come voi...
ok....dovremmo definire i dettagli per l'audizione!
Kysra, anche io molte volte vengo fraintesa per il mio sorriso e buonumore (se solo provassero a capire che anche io, tante volte ho motivi per imbestialirmi, eppure non credo serva a nulla presentarmi al lavoro con il broncio quindi cerco di affrontare tutto con serenità). Ti capisco quando parli di colleghi intrattabili. Io cerco di ignorare, anche se è talmente difficile...
I miei colleghi si dividono in 1) vecchie cariatidi in ruolo, desiderosi di raggiungere l'età pensionabile; 2) colleghe più in là in graduatorie più fighe della mia; 3) supplenti sfigate come e a volte più di me con cui di tanto in tanto scambiare una battuta alle spalle delle categorie 1 e 2...(Ah, Manuela, si: 3 fascia d'istituto. Dopo di me ci sono solo i lombrichi).
da me la situazione è identica.....solo che quelle del punto 1 sono alcune "cariatidi" altre "vecchie carrampane"!!!!!!!!!!!!!
Posta un commento