Oggi ho “aperto i cassettini” e sto tirando fuori, uno ad uno, i ricordi. Non so perché, ma mi stanno venendo in mente solo quelli “traumatici”. Una spiegazione deve pur esserci, ma io non la trovo.,
Primo anno di insegnamento, primo incarico, scuola periferica, utenza “mista” e per mista intendo figli di camorristi, delinquenti, ergastolani insieme a figli di professionisti, impiegati o disoccupati ma tutti desiderosi di offrire ai figli un avvenire “migliore”.
Classe I. Una di quelle sezioni ghetto. Trovo il figlio della classica brava donna con marito e figlio maggiore dediti ad attività non meglio identificate con figlio, undicenne, che definire bestiola è affettuoso. Il tizio (a chiamarlo alunno proprio non ci sta) si conquista la “protezione” di una collega la quale lo difende a spada tratta sempre e comunque quindi il resto del consiglio di classe è impotente…..tanto c’è la paladina. Il teppistello, manco a dirlo, forte di chi lo difende, continua ad imperversare con i suoi comportamenti a dir poco selvaggi, rompe le palle in continuazione ai compagni e ai docenti e, per di più, è pure di un infantilismo acuto. Inutile dirvi che a fine anno scolastico è stato promosso, ovvio che fai lo bocci uno con rendimento NS e comportamento NS?
Medesimo gruppo classe: i ragazzi sono tutti tenuti sotto il “pacchero” e temono all’inverosimile il bulletto che, protetto, continua a terrorizzare i compagni; le ragazze sono un caso a parte. Non vi parlo di capacità cognitive (quali? Di chi?) ma di estrazione sociale e comportamento. Ci sono le “zandragliette” (Zandraglia è la donnicciola di infima estrazione, ignorante, volgare, zotica, capra…..insomma una primitiva, la classica “vaiassa” napoletana). Capitanate dalla zandraglietta capo: RB. Una che quelle poche volte che saluta lo fa urlando tipo mercato, una che ti guarda con aria di sfida, che arriva pure a sfotterti (in modo talmente subdolo che non puoi neanche redarguirla e farle notare che hai capito tutto perché lei ti taccia pure di pazzia), che appena parli ti fa il verso? Voi che avreste fatto? Io ho informato il consiglio di classe. Ingenuotta che non ero altro………in consiglio non si sa perché cambiano tutti opinione rispetto a quello che ti dicono nei corridoi e la zandraglietta diventa in automatico una santa (santa subito per giunta). Durante i veloci scambi in corridoio al cambio dell’ora tutti si dicono stremati dal comportamento e tutti annunciano fuoco e fiamme in consiglio….il consiglio arriva e ci troviamo tutti lì, religiosamente riuniti, e della tizietta non si deve parlare perché, si sa, meno problemi si sollevano e prima si torna a casa. Già, cretina io che non ci penso a queste cose.
La mia ingenuità si spingeva a pensare “ok, ma queste come la mettono domani in classe?”. Ingenuotta al cubo…..sai quanto sei ne fregano della piega che prende la lezione……Se non mi va telefono e dico che sono malato; se mi va un po’ di più entro in classe e mi metto a fare tutt’altro……..
Poi la scuola italiana va a rotoli………….
Primo anno di insegnamento, primo incarico, scuola periferica, utenza “mista” e per mista intendo figli di camorristi, delinquenti, ergastolani insieme a figli di professionisti, impiegati o disoccupati ma tutti desiderosi di offrire ai figli un avvenire “migliore”.
Classe I. Una di quelle sezioni ghetto. Trovo il figlio della classica brava donna con marito e figlio maggiore dediti ad attività non meglio identificate con figlio, undicenne, che definire bestiola è affettuoso. Il tizio (a chiamarlo alunno proprio non ci sta) si conquista la “protezione” di una collega la quale lo difende a spada tratta sempre e comunque quindi il resto del consiglio di classe è impotente…..tanto c’è la paladina. Il teppistello, manco a dirlo, forte di chi lo difende, continua ad imperversare con i suoi comportamenti a dir poco selvaggi, rompe le palle in continuazione ai compagni e ai docenti e, per di più, è pure di un infantilismo acuto. Inutile dirvi che a fine anno scolastico è stato promosso, ovvio che fai lo bocci uno con rendimento NS e comportamento NS?
Medesimo gruppo classe: i ragazzi sono tutti tenuti sotto il “pacchero” e temono all’inverosimile il bulletto che, protetto, continua a terrorizzare i compagni; le ragazze sono un caso a parte. Non vi parlo di capacità cognitive (quali? Di chi?) ma di estrazione sociale e comportamento. Ci sono le “zandragliette” (Zandraglia è la donnicciola di infima estrazione, ignorante, volgare, zotica, capra…..insomma una primitiva, la classica “vaiassa” napoletana). Capitanate dalla zandraglietta capo: RB. Una che quelle poche volte che saluta lo fa urlando tipo mercato, una che ti guarda con aria di sfida, che arriva pure a sfotterti (in modo talmente subdolo che non puoi neanche redarguirla e farle notare che hai capito tutto perché lei ti taccia pure di pazzia), che appena parli ti fa il verso? Voi che avreste fatto? Io ho informato il consiglio di classe. Ingenuotta che non ero altro………in consiglio non si sa perché cambiano tutti opinione rispetto a quello che ti dicono nei corridoi e la zandraglietta diventa in automatico una santa (santa subito per giunta). Durante i veloci scambi in corridoio al cambio dell’ora tutti si dicono stremati dal comportamento e tutti annunciano fuoco e fiamme in consiglio….il consiglio arriva e ci troviamo tutti lì, religiosamente riuniti, e della tizietta non si deve parlare perché, si sa, meno problemi si sollevano e prima si torna a casa. Già, cretina io che non ci penso a queste cose.
La mia ingenuità si spingeva a pensare “ok, ma queste come la mettono domani in classe?”. Ingenuotta al cubo…..sai quanto sei ne fregano della piega che prende la lezione……Se non mi va telefono e dico che sono malato; se mi va un po’ di più entro in classe e mi metto a fare tutt’altro……..
Poi la scuola italiana va a rotoli………….
1 commento:
potrei scrivere un romanzo. So bene come ci si sente....
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