E' vero, tutto scorre. Scorre talmente che ti ritrovi a maggio e ti sembra ieri che hai preso servizio. Questi sono i due mesi più stressanti di tutto l'anno scolastico. I famosi "adempimenti" non si contano: metterer a posto i registri, relazioni finali, presentazione dei programmi effettivamente evolti, computo assenze........detta così non sembra un granchè, ma posso assicurare che è un impegno non indifferente. Purtroppo le famose "carte", pare siano la parte principale del nostro lavoro. Ovviamente non è così, ma c'è l'ossessione che tusso sia "a posto". Carta canta, ci mancherebbe altro. Per far cantare la carta però se ne va una buona parte del nostro tempo che, specie nell'era dell'informatica, potrebbe essere speso meglio. Non comprendo perchè, nel 2007, siamo costretti a scrivere scrivere scrivere fondamentalmente le stesse cose su documenti diversi. Mi sono organizzata, ho diversi files che mi offrono supporto (Se solo penso al mio primo anno quando mi sono trovata ad inventare sostanzialmente tutto, ora mi viene da sorridere), nonostante ciò questi "adempimenti" sono e restano una grande perdita di tempo. In caso di ispezioni, contestazioni etc, le "carte" sono fondamentali, me ne rendo bene conto (ed anche in questo caso non capisco perchè.... noi lavoriamo con i ragazzi non con i documenti). Mah, sarà!!!
Tra un adempimento e l'altro (con due scuole e tante classi non è una passeggiata) ieri ho avuto uno dei miei momenti "no" in classe. E cioè uno di quei momenti di sconforto e tristezza. Stavo facendo lezione, interrogazioni di civiltà in terza, e guardandoli mi sono resa conto che, probabilmente per la prima volta in vita mia, NON LI VOGLIO LASCIARE!!! Proprio no no no! Non mi era mai accaduto. Almeno non così. Certo, un po' di dispiacere c'è sempre stato. Adesso questo dispiacere è più vicino al "non farmene una ragione". Non so cosa mi stia prendendo. Fatto sta che io da lì non voglio andarmene (e ciò, tra l'altro, prescinde dai ragazzi. A ben pensarci, se anche io non me ne andassi, se ne andrebbero le terze quindi il discorso non regge molto). Parlando loro dell'esame, del loro futuro me li vedevo grandi e questo mi ha dato un'emozione particolare. Pochi (in fondo pochi) anni fa ero io dall'altra parte, ero io quella che gli insegnanti vedevano crescere (chi dimenticherà mai le lacrime delle prof, specie matematica ed italiano, il giorno della mia prova orale? La profe di italiano, venuta espressamente per il mio esame (era l'epoca della commissione esterna) che, per l'emozione, non ce la fece ad assistere a tutto il colloquio... A fine mattina mi ha detto che è stata per lei la soddisfazione più grande della sua carriera!!!! Lunedi una ragazzina di I (che ha seguito un'ora che opzionale a classi aperte...quindi mi ha conosciuto pur, tecnicamente, non essendo "mia alunna") mi ha chiesto se ci sarò io al posto di una collega che va in pensione. Quando le ho detto che non credevo, si è dispiaciuta tanto e mi ha detto "non è giusto": volevo piangere. Si capisce quando dicono le cose con sincerità. Sempre lunedi (giornatina emotivamente allucinante), una mamma, al consiglio di classe, mi ha abbracciata e detto "grazie di tutto"....sempre con quella sincerità che non è possibile dissimulare......
Non voglio lasciarli. Mi sta "prendendo malissimo". Eppure dovrei esserci abituata ed invece......
Con il precariato ti condannano anche a questo: ad un travaglio giorno dopo giorno; ad un prendere e lasciare che fa male; a metterti una bella data di scadenza sulla maglietta e ad andare in giro con un bel punto interrogativo
E con questa, struggente ultima affermazione mi reco a scuola per il mio secondo pomeriggio settimanale......... A più tardi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
2 commenti:
Manu!!!!!!
Allora... bello il post, complimenti!
Throwin' my 2 cents...
Prima di tutto il sottotitolo del blog: al posto di "sull'orlo di una crisi di nervi" metterei "crisi di pianto" ehehe
Poi... anche con me la prof di matematica piangeva sempre... per la disperazione però!
E all'esame dissero, consegnandomi un 53/60, che potevo fare qualsiasi cosa tranne una facoltà che comprendesse matematica.
Mi iscrissi a ingegneria.
Cmq il momento dell'addio è sempre toccante, da una parte e dall'altra. Piangono anche i soldatini a naja!
Ioho pianto poco o niente, più niente che poco... ma se venissi a sapere che qualche prof ha versato lacrime nel vedermi andare via resterei sorpreso. Come tutte le sfaccettature del tuo mestiere, anche questa legata alla fine dell'anno scolastico dipende molto dallo spirito con cui si insegna. E se ci metti un pizzico d'anima, la lacrimuccia ci sta tutta.
Per quanto riguarda le scartoffie invece non me ne parlare. Con la mia dolce metà ho appurato che nel tentativo di sostituire gradualmente la cartaccia con i file su computer, l'unico risultato ottenuto è che adesso circolano liberamente entrambi, e il lavoro è raddoppiato. La frase "cercami sul pc quel file che poi devo stampare e copiare a mano qui" è lo slogan del mese di maggio.
Complimenti a chi le pensa!
purtroppo molte cose le dobbiamo scrivere da bravi amanuensi!!!!!!! Tutto il resto io lo stampo (fosse per me lo invierei via email o porterei su chiavetta o cd!)
grazie per la comprensione e per il post BEPPUCCIOOOOOOOOOOOOOOO. io non sono altrettanto diligente e sul tuo blog non faccio mai irruzioni (sorry) però:
1. è tra i blog che consiglio (provare poer credere);
2. rafforzo il concetto ora: VISITATE IL SURREALE BLOG DI BEPPUCCIONEEEEEEEEEEEEE
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