Lo so, è un bel po’ che non scrivo. Potrei dirvi che non ho avuto tempo, ma di tempo ne ho anche troppo. Non mi resta che confessare la verità: non ho avuto voglia e spero mi vorrete perdonare. D’altra parte anche voi mi/vi auguro, avrete avuto di meglio da fare che non leggere il mio diariodiunaprof(disperata pure) in vacanza!!! Dove eravamo rimasti? Io sono sempre nell’ameno luogo che. per rispetto della privacy della sottoscritta, non nomino (anche se si è ampiamente capito). Ho fatto una breve incursione a Capri, una a Ponza ed un’altra a Palinuro, ma “di base”, come direbbe il mio vecchio amico excapo londinese che non sento da una vita Fabrizio, parto da e torno qui.
L’altra sera ero a bere un drink in un locale modaiolo con una delle mie amiche storiche. Non ci vediamo molto spesso, ma sappiamo che “ci siamo” e questo basta. Quando ci incontriamo riusciamo sempre a ritagliarci una serata da sole, senza le altre persone per poter parlare e dirci tutto proprio tutto. Il locale modaiolo è un chill out. Sarà stata la particolare atmosfera o che ne so, ma abbiamo ripercorso gli ultimi anni, come quando scatti tante foto e poi le riguardi a distanza di tempo. Ci conosciamo da venti se non più anni e di ricordi ne abbiamo tanti. Venti anni fa eravamo ragazzine, oggi siamo donne. O, almeno, ci dicono così. Io tanto “donna” nel senso di una che si sente tutti i suoi trentatré anni proprio non sono. Certi giorni mi pare di non avere nulla in comune con l’adolescente che ero e ringrazio la vita e, perché no, anche le esperienze difficili che mi hanno fatto maturare, altri mi sento proprio una quindicenne. Non so se questo sia una fortuna o meno, ma è così e neanche mi affanno per capire quale torbido percorso il mio superio stia seguendo. Me ne impipo e campo serena. La mia amica, invece, si sente molto ma molto lontana dall’adolescente che era. Fin qui tutto regolare, questione personalissima. Quello che mi stupisce è la diversa percezione del tempo che abbiamo. Stavamo considerando gli ultimi dieci anni. Per me sono volati, mi sembra un batter d’occhio dalla laurea ad oggi. Eppure di acqua sotto i ponti ne è passata. Se solo penso a tutte le persone che ho incontrato, che ho perso di vista e poi rincontrato o mai più visto; se penso ai viaggi intrapresi e a quanto mi hanno lasciato dentro; se penso agli amori e alle infatuazioni; se penso, purtroppo, anche alle cose meno belle accadute, ai lutti, ai dolori... cavolo ne è passato di tempo eppure a me pare un battibaleno. Per ritornare alla metafora della foto mi sembra che tutti gli scatti si succedano velocemente. Poi mi fermo a pensare, faccio mente locale e, perbacco, sono passati anni e anni che so io…il folle viaggio a Formentera ed Ibiza è del 94 e chi ci pensa che sono 13 estati fa; la fuga parigina del 96 mi sembra che sia accaduta ieri, per non parlare degli anni dell’università, della tesi, quelli successivi alla laurea, il concorso etc. Mi sembra tutto talmente vicino ed invece non lo è. No, oggettivamente parlando non lo è per nulla. Il fatto è che “oggettivamente parlando” il tempo ha una scansione precisa fatta di giorni, mesi, anni e su questo nessuno discute (anche perché sarebbe dura dimostrare il contrario). Se mettiamo da parte l’inconfutabilità della tesi e utilizziamo quale metro la nostra percezione del tempo che passa allora lì non c’è clessidra, alternarsi di stagioni che tenga Per la mia amica dieci anni sono lontanissimi. Sarà che lei è cambiata, a dir suo, tanto. Io non lo so, ma per me il tempo vola, mi sfugge dalle mani in ogni momento. Mi sfugge ogni giorno e mi sfugge di anno in anno. Molte volte mi sento come chi spreca il tempo non investendolo in qualcosa che mi renda una persona migliore; altre volte mi sento come una che pur volendo, non potrebbe investire il proprio tempo in modo diverso. Mi sto convincendo che ho idee poco chiare su me stessa e su quello che mi riguarda…. Io mi faccio sempre tante domande e le risposte, quelle definitive intendo, non ci sono mai. Gli altri si fanno domande, trovano risposte (sempre quelle giuste) e procedono per la propria strada allegri allegri o almeno è quello che sostengono. Talvolta i conti non tornano proprio. La verità è che io sono troppo presa a cercare di far quadrare i miei conti che di quelli degli altri non mi interessa. Mi incuriosisce, piuttosto, comprendere se le mie cosiddette “pippe mentali” siano davvero solo mie o se capiti anche agli altri ed io non me ne accorgo per il semplice fatto che loro, proprio come faccio io, non lo dànno a vedere. Dovrei interrogarmi anche su questo, ma va a finire che a furia di interrogarmi (a parte l’altra ovvia considerazione che, essendo io una prof, dovrei “interrogare” io. ahahah passatemi la battuta altrimenti questo post diventa un polpettone di quelli che non vanno giù) su me stessa e sugli altri mi sfugge di mano altro tempo e qui ci vorrebbe un altro discorsetto che, riassumendo, sarebbe il gatto che si morde la coda…. Allora sapete che vi dico? Me ne vado in barca e buonanotte al secchio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
L’altra sera ero a bere un drink in un locale modaiolo con una delle mie amiche storiche. Non ci vediamo molto spesso, ma sappiamo che “ci siamo” e questo basta. Quando ci incontriamo riusciamo sempre a ritagliarci una serata da sole, senza le altre persone per poter parlare e dirci tutto proprio tutto. Il locale modaiolo è un chill out. Sarà stata la particolare atmosfera o che ne so, ma abbiamo ripercorso gli ultimi anni, come quando scatti tante foto e poi le riguardi a distanza di tempo. Ci conosciamo da venti se non più anni e di ricordi ne abbiamo tanti. Venti anni fa eravamo ragazzine, oggi siamo donne. O, almeno, ci dicono così. Io tanto “donna” nel senso di una che si sente tutti i suoi trentatré anni proprio non sono. Certi giorni mi pare di non avere nulla in comune con l’adolescente che ero e ringrazio la vita e, perché no, anche le esperienze difficili che mi hanno fatto maturare, altri mi sento proprio una quindicenne. Non so se questo sia una fortuna o meno, ma è così e neanche mi affanno per capire quale torbido percorso il mio superio stia seguendo. Me ne impipo e campo serena. La mia amica, invece, si sente molto ma molto lontana dall’adolescente che era. Fin qui tutto regolare, questione personalissima. Quello che mi stupisce è la diversa percezione del tempo che abbiamo. Stavamo considerando gli ultimi dieci anni. Per me sono volati, mi sembra un batter d’occhio dalla laurea ad oggi. Eppure di acqua sotto i ponti ne è passata. Se solo penso a tutte le persone che ho incontrato, che ho perso di vista e poi rincontrato o mai più visto; se penso ai viaggi intrapresi e a quanto mi hanno lasciato dentro; se penso agli amori e alle infatuazioni; se penso, purtroppo, anche alle cose meno belle accadute, ai lutti, ai dolori... cavolo ne è passato di tempo eppure a me pare un battibaleno. Per ritornare alla metafora della foto mi sembra che tutti gli scatti si succedano velocemente. Poi mi fermo a pensare, faccio mente locale e, perbacco, sono passati anni e anni che so io…il folle viaggio a Formentera ed Ibiza è del 94 e chi ci pensa che sono 13 estati fa; la fuga parigina del 96 mi sembra che sia accaduta ieri, per non parlare degli anni dell’università, della tesi, quelli successivi alla laurea, il concorso etc. Mi sembra tutto talmente vicino ed invece non lo è. No, oggettivamente parlando non lo è per nulla. Il fatto è che “oggettivamente parlando” il tempo ha una scansione precisa fatta di giorni, mesi, anni e su questo nessuno discute (anche perché sarebbe dura dimostrare il contrario). Se mettiamo da parte l’inconfutabilità della tesi e utilizziamo quale metro la nostra percezione del tempo che passa allora lì non c’è clessidra, alternarsi di stagioni che tenga Per la mia amica dieci anni sono lontanissimi. Sarà che lei è cambiata, a dir suo, tanto. Io non lo so, ma per me il tempo vola, mi sfugge dalle mani in ogni momento. Mi sfugge ogni giorno e mi sfugge di anno in anno. Molte volte mi sento come chi spreca il tempo non investendolo in qualcosa che mi renda una persona migliore; altre volte mi sento come una che pur volendo, non potrebbe investire il proprio tempo in modo diverso. Mi sto convincendo che ho idee poco chiare su me stessa e su quello che mi riguarda…. Io mi faccio sempre tante domande e le risposte, quelle definitive intendo, non ci sono mai. Gli altri si fanno domande, trovano risposte (sempre quelle giuste) e procedono per la propria strada allegri allegri o almeno è quello che sostengono. Talvolta i conti non tornano proprio. La verità è che io sono troppo presa a cercare di far quadrare i miei conti che di quelli degli altri non mi interessa. Mi incuriosisce, piuttosto, comprendere se le mie cosiddette “pippe mentali” siano davvero solo mie o se capiti anche agli altri ed io non me ne accorgo per il semplice fatto che loro, proprio come faccio io, non lo dànno a vedere. Dovrei interrogarmi anche su questo, ma va a finire che a furia di interrogarmi (a parte l’altra ovvia considerazione che, essendo io una prof, dovrei “interrogare” io. ahahah passatemi la battuta altrimenti questo post diventa un polpettone di quelli che non vanno giù) su me stessa e sugli altri mi sfugge di mano altro tempo e qui ci vorrebbe un altro discorsetto che, riassumendo, sarebbe il gatto che si morde la coda…. Allora sapete che vi dico? Me ne vado in barca e buonanotte al secchio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
1 commento:
Interesting post madam!
Beh, non saprei che dire, o meglio se dovessi scrivere della mia esperienza personale riguardo la percezione del tempo che passa, i ricordi, il passato il futuro e quanto altro mi sa che verrebbe fuori un intervento lungo almeno quanto quello della padrona di casa.
Credo di poter dire solo che ognuno di noi ha dei punti di riferimento e in base a questi trae le conclusioni e calcola la velocità del tempo che passa. E i cambiamenti nella propria vita.
Non credo sia raro guardarsi indietro e rendersi conto che si è di colpo 10 o 20 anni più grandi... piano piano ritornano in mente tutti quegli anni "volati via", gli episodi e i fatti accaduti riemergono uno dietro l'altro. Ma altrettanto spesso capita di rivolgere lo sguardo a quei punti di riferimento che magari inconsciamente abbiamo fissato e ci accorgiamo che di strada non ne è stata fatta molta, che troppe cose non sono cambiate o non sono diventate quello che pensavamo.
E' facile ingarbugliarsi in questi pensieri, forse il giro in barca è la cura migliore.
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