Questa è la storia vera e triste di un'alunna un particolare che, per evidenti motivi, chiamerò con un nome di fantasia: Alice.
Alice è arrivata quest'anno in prima media. A differenza dei suoi compagni di classe per le sue orecchie la campanella non ha suonato, non ci sono stati incontri con gli amici per fare insieme il tratto di strada fino a scuola, non c'è stata l'emozione di conoscere la nuova scuola. Per Alice ascoltare, vedere, camminare, capire non sono possibili. E' una bimba diversamente abile. Il suo handicap è il proprio mondo. E' costretta in carrozzina e per questo non entra dall'ingresso principale insieme a tutti gli altri. Non può, la carrozzina non passa e ci sono le scale. Per lei ingresso dal retro per accedere al pian terreno dove ci sono 4 aule....per le classi con allievi impossibilitati ad accedere ai piani superiori. Alice è accompagnata da un pullmino speciale da persone che la caricano e scaricano come se fosse un pacco (di sicuro sono carini con lei, ma resta pur sempre un "trasporto" dal punto A al punto B). Alice non ha percezioni del mondo che la circonda. Per gravi danni cerebrali è come un neonato nel corpo (con gravi malformazioni) diciamo di un ragazzino di 6 anni. Emette suoni gutturali e per comunicare usa quelli oppure una specie di pianto. Il suo pianto è quello dei neonati: non esprime necessariamente dolore, ma "comunica". Non vede per cui non si accorge di chi le sta accanto. Non sente se non suoni ovattati e non è in grado di decifrare quei suoni che ogni tanto percepisce. Quando emette quegli strani suoni che, nel silenzio della classe sono strazianti pugnalate al cuore, l'unica cosa che la calma sono le carezze. Appena ti allontani o semplicemente smetti incomincia a lamentarsi e tu devi ricominciare. Alice non coordina i movimenti. Per cui se le sei vicino devi stare attento che le braccia (l'unica parte del corpo in movimento insieme alla testa che ogni tanto inclina) non ti travolgano. Se l'accarezzi sorride ed il suo sorriso ti apre il cuore. Ha un'insegnante di sostegno bravissima, attenta, che non si perde d'animo e che ce la mette tutta. I colleghi di corso hanno tutti preso a cuore il caso. Nonostante questo è dura. La collega di sostegno non è preparata ad affrontare casi del genere. Non per impreparazione, posso assicurare che è una persona di grande esperienza, una persona che ha scelto il sostegno anche quando avrebbe avuto l'immissione in ruolo sulla propria materia, segue Alice come se fosse una mamma, si trattiene oltre il proprio orario se è il caso e non chiede un centesimo alla scuola, "aiuta" il resto della classe, partecipa alla lezione, interviene se c'è da controllare i quaderni di tutti gli alunni, aiuta quando c'è l'uscita. E' la classica "colonna", la collega che tutti vorrebbero e nonostante la conosca da neanche un mese è una persona che stimo oltre qualsiasi limite perchè è proprio una docente per vocazione. E' dura riuscire ad accogliere davvero Alice. E' dura quando c'è il resto della classe le cui esigenze ci sono e non possono essere trascurate. E' dura perchè quando la collega di sostegno o si assenta per mezz'ora (ieri c'era l'équipe della ASL) tu resti in classe con Alice che richiama la tua attenzione, che ti vuole vicino, che è rassicurata dalle sue carezze. Per farle le carezze ti devi dividere tra lei e i tuoi alunni che, per forza di cose, sono piccoli e non hanno la maturità di capire che devono stare buoni se tu stai accarezzando la compagna. Per cui tu ti devi sdoppiare: dolcezza con Alice, cerbero cattivo con gli altri. E' l'unica. Dopo un'ora di lezione esci distrutto. Psicologicamente soprattutto: ti senti "inutile", i sorrisi di Alice ti hanno regalato un po' di forza perchè capisci che hai fatto quello che lei voleva e per qualche secondo l'hai fatta, forse, stare bene. Esci distrutto perchè te la prendi con la natura, con la legge, con tutto e tutti. E' possibile che un'alunna che anagraficamente ha compiuto 11 anni debba stare in una scuola dalla quale uscirà identica a come è entrata e non in un istituto specializzato o, almeno, seguita in classe da qualcuno davvero preparato ad occuparsi di lei? La collega è davvero in gamba, sis ta occupando del caso informandosi, leggendo, parlando con famiglia e medici che la seguono. Ma non basta, non per questo tipo di allieva...
3 commenti:
Devi essere una persona davvero speciale.....la penso esattamente come te, il sostegno è una cosa seria e molte volte ho visto gente presuntuosa che si dichiarava fintamente esperta pur di prendere i dodici punti.... credo che nella vita bisogni saper ammettere i propri limiti.
Tanti Saluti, Ilaria
Ti ringrazio tanto, Ilaria, per le belle parole e per aver lasciato un commento.
Purtroppo di insegnanti che il sostegno lo vedono solo come un modo comodo per non fare un piffero ce ne sono. Poi, per fortuna, incontri quelli che davvero ci credono in ciò che fanno.
No, non sono speciale. Infatti mi sento molto in colpa perchè spesso in questi giorni ho, purtroppo, pensaot che Alice (e mi sento un "verme" a dirlo) sia una "gatta da pelare". Non per lavarmene le mani, ma perchè credo sia il classico caso disperato per il quale ci vorrebbe, davvero, personale specializzato. Noi insegnanti non lo siamo. Per cui dubito che Alice potrà beneficiare dello stare in classe con i compagni. Purtroppo per lei non è così, inutile girarci attorno.
Scrivere qualcosa di diverso da tutto quello ci siamo detti su msn e che poi è quello che hai splendidamente espresso nel tuo post è praticamente impossibile.
Forse vale la pena di riflettere su qualcosa di più generale: a cosa serve la scuola e a cosa serve un insegnante. Dove "serve" è una parola da intendere nel più alto dei suoi significati.
Perchè la scuola e l'insegnante devono istruire ed educare. Formare. Far crescere.
Forse l'unico motivo per cui ha un senso proporre una situazione del genere è l'insegnamento civico (e civile) che ne possono trarre tutti gli altri studenti. E' palese che Alice da lì uscirùà senza alcun beneficio ed è palese che il diploma di licenza media che le verrà consegnato non ha alcun valore.
Credo che se uno solo dei ragazzini della sua classe saprà far tesoro di ciò che voi insegnanti gli saprete far vedere in quanto a integrazione della ragazza, accoglienza, rispetto, assistenza, il compito della scuola sarà stato assolto più che egregiamente.
Ovvio che una situazione simile vada a intaccare il regolare svolgimento delle lezioni e vada ad assorbire grandi energie da parte di tutti a discapito della didattica... ma almeno c'è qualcosa di "vero" da insegnare e da imparare. Troppo spesso il tempo e le energie vengono spese dietro delle benemerite capre che meriterebbero solo che gli fossero cambiati i connotati del fondoschiena.
Magra consolazione i sorrisi di Alice, magra consolazione lo studente che "cresce" grazie a questa esperienza. Ma si fa di necessità virtù, nella scuola più che altrove.
Purtroppo non è colpa nè tua, nè di Alice nè di nessun altro se chi governa non ha la più pallida idea di quale sia la realtà delle scuole, se le leggi vengono pensate senza mai mettere piede in un istituto, se chi legge blog come questo è "solo" un insegnante e non un ministro o un suo scagnozzo... perchè sarebbe bello sapere cosa risponderebbe un ministro, dato per scontato che sappia leggere e scrivere.
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