STORIE DI ORDINARIA F0LLIA DI UN'INSEGNANTE PRECARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

26.12.07

spirito natalizio


Diciamocelo: queste feste, gira e rigira, si riducono ad una grande abbuffata seguita dai soliti sensi di colpa alternati ad un "ma si, almeno a Natale" (laddove il concetto di "Natale" abbraccia anche le colazioni dei giorni seguenti a base di pandoro, panettone e struffoli). Inutile dire "lo spirito natalizio". Quale, dove? Siamo talmente presi da doni, cene, pranzi, addobbi che perdiamo di vista il senso del Natale. I peggiori poi, sono proprio coloro che a Natale si ricordano di "dover essere buoni" e forzatamente. Questa cosa mi dà su i nervi. Cosa significa essere così a Natale, dove li mettiamo i restanti giorni dell'anno? A questo punto, scusate la franchezza, non varrebbe più la pena essere stronzi solo a Natale e il resto dell'anno no? Oppure, mal che vada, essere bastardi sempre.

1 commento:

giovanna ha detto...

Ehehe Manu!
diciamocelo sì, queste feste ...
Che ti devo dire, non mi piace più il "Natale".
L'unico "spirito" che riesco a conservare è quello degli auguri!
Sarà una speranza, sarà che mi auguro sempre un mondo migliore.
Come concordo con te: il "buonismo" natalizio....
E' ormai da un bel pezzo che non credo a babbonatale!
un ciao con affetto!
g.