Sabato, ore 13: l'ultima campanella. Conosco bene la sensazione ed infatti non mi sono stupita quando, mettendo i registri nel cassetto circondata da un insolito silenzio, mi sono chiesta "ed ora, che fine farò a settembre? In quale scuola mi toccherà iniziare tutto da capo. farmi conoscere, conoscere i ragazzi, le famiglie etc?". Ok, ci sono ancora 20 giorni belli pieni, 20 giorni di esami in cui l'ultimo pensiero potrà essere "che ne sarà di me", perchè saranno (ne sono consapevole) uno stress tremendo.
Quest'anno è scivolato via. Ora lo posso dire, quando la vivi sembra non passi mai, ma davvero giunti alla fine ti guardi indietro e il dì della tua "presa di servizio" non ti sembra così lontano nel tempo. Ho salutato gli alunni di I e II, quelli di III li saluterò dopo l'esame, colleghi, preside e personale a fine giugno... Questa è la vita di un precario: attese attese attese, un circolo vizioso: attendi le graduatorie, attendi le riforme, le finanziarie, le convocazioni, attendi di sapere che fine farai ed ogni volta incominci tutto dall'inizio e proprio quando ti stanno conoscendo ed apprezzando è il momento di salutare tutti, prendere le proprie cose ed andare da un'altra parte (forse, se Dio te la manda buona) non prima di aver atteso quei due mesi (sempre se Dio te la manda buona). Non è bello, vi assicuro. Non è bello neanche quando chi sta peggio di te ti guarda come un privilegiato perchè tu, almeno, 10 mesi di stipendio li porti a casa.... Perchè dobbiamo vivere in una situazione in cui chi ha un lavoro precario è pur sempre un miracolato perchè l'alternativa è non avere affatto un impiego? Vorrei trovare non dico una spiegazione logica, ma una spiegazione (come è, è)
Quest'anno è scivolato via. Ora lo posso dire, quando la vivi sembra non passi mai, ma davvero giunti alla fine ti guardi indietro e il dì della tua "presa di servizio" non ti sembra così lontano nel tempo. Ho salutato gli alunni di I e II, quelli di III li saluterò dopo l'esame, colleghi, preside e personale a fine giugno... Questa è la vita di un precario: attese attese attese, un circolo vizioso: attendi le graduatorie, attendi le riforme, le finanziarie, le convocazioni, attendi di sapere che fine farai ed ogni volta incominci tutto dall'inizio e proprio quando ti stanno conoscendo ed apprezzando è il momento di salutare tutti, prendere le proprie cose ed andare da un'altra parte (forse, se Dio te la manda buona) non prima di aver atteso quei due mesi (sempre se Dio te la manda buona). Non è bello, vi assicuro. Non è bello neanche quando chi sta peggio di te ti guarda come un privilegiato perchè tu, almeno, 10 mesi di stipendio li porti a casa.... Perchè dobbiamo vivere in una situazione in cui chi ha un lavoro precario è pur sempre un miracolato perchè l'alternativa è non avere affatto un impiego? Vorrei trovare non dico una spiegazione logica, ma una spiegazione (come è, è)
8 commenti:
...e adesso cosa leggo di straforo al lavoro?
tranquillo/a dvd: non solo racconterò degli esami, ma Diario di una prof continua anche in estate (tradizione inaugurata lo scorso anno" con le (dis)avventure di Diario di una prof disperata anche in vacanza. Porto il pc con me al mare e racconto racconto racconto.
Quando ero precario, è stato tanti anni fa, scherzavo e dicevo: «Precario è bello: ogni giorno è un'avventura».
Allora un po' si lottava: oggi la rassegnazione sembra l'atteggiamento più diffuso.
Bisognerà far qualcosa per cambiare.
anche oggi è un'avventura quotidiana, sai? Un'avventura molto amare perchè essere precario non è assolutamente bello specie quando hai famiglia, bollette da pagare, mutuo etc. Sarà anche un'avventura, ma non è per nulla affascinante intraprenderla perchè ti costringe a vivere ogni giorno l'angoscia. Non so come fosse tanti anni fa, immagino non sarà stato facile neanche allora,ma smettiamola di dire che "una volta era diverso"....diverso in cosa?!In che consisteva la vostra lotta, nel non arrendersi? Se è per questo non ci arrendiamo neanche noi, altrimenti non saremmo qui a parlarne e a continuare a percorrere questo cammino insidioso (che è l'unico possibile). Cosa dovremmo fare, dimmi, per LOTTARE all'altezza di quanto hanno fatto i nostri colleghi di tanti anni fa? In cosa consisteva il "non arrendersi", il "non rassegnarsi"? Neanche io mi arrendo, sai? Solo che non cambia molto. Anzi, non cambia affatto! Precaria sono se mi avvilisco e precaria resto se lotto, uguale uguale uguale, fidati. Se poi puoi gentilmente dirmi in cosa consisterebbe la "LOTTA" te ne sarei grata. Vedo che, nonostante le "lotte" quotidiana(che sostitutisono le più affascinanti avventure, purtroppo....) non ci si fila di pezza nessuno!
Probabilmente tra 20 anni parlerò anche io come voi ex precari. Un po' come faccio ora con i miei alunni e racconto loro di quando avevo 13 anni io. Ogni generazione è convinta di aver fatto meglio e molto di più di quella successiva. All'atto pratico è la società che peggiora e le generazioni si adeguano per puro istinto di sopravvivenza.
ciao Manu,
intanto ti esprimo la mia solidarietà per il tuo precariato.
Eh.. lo sono stata. Per fortuna non per troppi anni (8, di cui 4 mi vengono considerati in ruolo, per il decreto con il quale sono passata ... aveva valore retroattivo)
Sono stata fortunata, sono tanti anni, ahimé...
Allora c'erano più possibilità, avrei voluto insegnare alle superiori ma mi chiamavano alla sc. media e...la mia gavetta e conseguenti concorsi cattedra ecc.
e... poi ti trovi ben impelagata fino al collo e non lasci...le piccole pesti! :-)
Quanto alle "lotte", non so, ci si muoveva un po' per il precariato, sempre con le deludenti adesioni del popolo dei docenti... ma anche oggi si fa, si è fatto in questi anni, con scarsi risultati. Tutto è più complicato, le situazioni sono più tragiche in ogni settore....! Nella scuola poi, lo sappiamo no? E quando mai ha creato disagi uno sciopero dei docenti???
In bocca al lupo Manu.
So che è difficile, ma sono certa anche che non ti mancherà il lavoro!
un abbraccio
g
grazie mille, Giovanna, per la solidarietà. Significa molto, significa non sentirsi soli e abbandonati, significa sentirsi compresi da qualcuno.
La cosa peggiore è guardare alunni, colleghi, personale tutto e pensare che da qui a settembre dovrai incominciare, per l'ennesima volta, tutto dall'inizio: conoscere e farti conoscere, stabilire rapporti, entrare nei meccanismi, studiare le situazioni ed anche la cosa più banale come adattarti ad un libro di testo scelto da altri diventano montagne da scalare.....
Un abbraccio e ancora grazie!
oh Manuela,
ti aggiungo la mia comprensione su questi aspetti!
Eccome se ti capisco!
In minima misura, ma fortemente (!), ho vissuto quest'anno il cambiamento, il ricominciare daccapo...: da noi c'è stato il cambio di DS!
E, a seconda di chi ti capita...sono rogne!
Manu, è tutto un anno scolastico che litigo!!
La Cap(etta) è una 36enne fresca di concorso. Ignora del tutto cosa sia far funzionare una scuola, ma in compenso...è una grande arrogante!
Non gliene importa un fico secco della didattica pur riempiendosi la bocca di "piani personalizzati" "obiettivi minimi" "interventi, interventi..." (ne avrebbe bisogno di un bel paio... al cervello!)
perché non gliene frega? Ad es. a me ha contestato le 2 ore laboratoriali, grazie alle quali bada, ho potuto recuperare in misura notevole la disastrosa situazione iniziale della prima..... nonché recuperi e approfondimenti in seconda... La Capa voleva che facessi una sola ora, l'altra.... eh, vai a capirla... era vaga! "Potrebbe fare attività trasversali, su più classi...classi aperte.." Senza avere la minima idea di come organizzare qualcosa di decente, con colleghi su più sedi, con colleghi decisamente restii a "cederti" anche l'alunno che non riesce assolutam a seguirti in una classe di 23 .... insomma...avrei pure potuto girarmi i pollici in quelle ore!
Ma..mica l'ha avuta vinta! Ci ho litigato in maniera pesante! Io credo di averle fatto paura, non ti dico altro! :-)
Non ti racconto l'andazzo di tutto l'anno per tutti gli aspetti organizzativi... Guai se non avesse avuto colleghi che le toglievano le castagne bollenti... (o come si dice...!)
Da ultimo...gran finale agli scrutini!
Dovevano essere tutti promossi! Lei "viene valutata per i risultati"! Detto, a chiare lettere! Che fa se "taglia le gambe" al ragazzino che assolutamente non ha acquisito strumenti per affrontare il successivo anno scolastico??
Nooo. mi sono stancata troppo (giusto ieri pomeriggio!)
Indovina? Ci ho litigato! :-) Perché io sono la più disgraziata, che non ha peli sulla lingua, che non è diplomatica... non le manda a dire!
Oh Manu, così mi sono sfogata che io...sul tuo blog!:-)
Ti auguro ancora tutto il bene, e soprattutto di non trovare DS di tal fatta! (ooh, vabbé, so della tua Hitler!!!)
a presto!
poi vengno a dire "la scuola italiana"e mettono certa gente a fare il Dirigente. Io li metterei a pulire i bagni (con tutto il rispetto per chi ogni gionro si spacca la schiena ed è sottopagato). Giovanna cara, non ci resta che allargare le braccia e continuare a combattere contro l'ottusità mentale di chi ragiona come se avesse a che fare con vasetti di marmellata, lavatrici o altri "prodotti".....
Un abbraccio e sfogati pure!
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