STORIE DI ORDINARIA F0LLIA DI UN'INSEGNANTE PRECARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

9.5.06

when I was not a "prof"...part 2!

Il college ci appare subito splendido, conosciamo gli altri colleghi e salutiamo il nostro direttore, che avevamo incontrato già al briefing romano. Certo non posso immaginare in quel momento che: 1. sarà un'avventura fantastica 2. farò questo lavoro per diversi anni con amore, dedizione, passione. Sì, perchè nonostante la fatica, le responsabilità, mai un giorni di riposo, mai tempo per te stessa etc, questo è un lavoro bello, dinamico, divertente. Ti "esce dagli occhi" ed in tanti momenti ti stramaledici per aver accettato un tour particolarmente "tosto", ma è davvero bello e ti resta nel cuore!
Non era certo epoca di reality, ma qualche anno dopo abbiamo riflettuto con i colleghi sul fatto che noi cmq vivevamo ad ogni tour un'esperienza simile ad un reality: diverse persone, prevalentemente giovani, che si incontrano senza essersi mai viste prime a convivono 2/3/4 settimane condividendo tutto, senza che ci sia mai modo di ritagliarsi un pochino di spazio personale. Non è facile, perchè non è un gioco televisivo, lì hai la responsabilità di minorenni e sono tanti ed euforici e tu devi rispondere di tutto, nel bene e nel male tutto quello che accade tu sei sotto ad un faro!
Ho imparato tanto da questi anni e l'esperienza mi ha insegnato tante cose importanti sia per la mia vita sia per i lavori fatti successivamente: innanzitutto ho dovuto capire alla svelta le dinamiche che regolano i rapporti in un luogo di lavoro , diciamo, non canonicoo come un ufficio; ho acqusito caratteristiche quli la capacità di organizzare ed ottimizzare i tempi, il fingere sicurezza quandos ei disperato (ebbene si, quando hai 30 ragazzini che dipendono da te tu sei il loro punto di riferimento; se ti vedono vacillare è la fine, per te e per loro) e ho fatto "esperienza sul campo" che mi ha reso possibile, poi, incominciare a lavorare anche con gli adulti (gruppi di americanazzi, dei quali parlerò in un altro post). E dove mettimao il fatto che il mio inglese è diventato un "Buon inglese"???
Luoghi incantevoli, amicizi stupende, belle persone che hanno incrociato le loro vite. Di sicuro dimenticherò qualcuno, ma in questo momento il mio pensiero va a: Antonella e Gianfranco (oggi genitori felici di Claudio), Massimo, Anna, Ilaria, Andrea (mitioc doctor a Winchester), Viviana (la mia superviviana.....con tanto di avventure con Monsieur Berger!), Paul e Chris, Caroline (half american and haf caribbean), Luca, Concy, Alessia, Fabrizio, Blanda...

Nessun commento: