Oggi mi sento male. Quando accade? Nel weekend, mi pare ovvio. Il mio malessere non è "solo" fisico, ma anche psicologico.
Come saprete ho due scuole. In questi casi, quando gli impegni si accavallano ci sono determinate precedenze: scrutini vengono prima di tutto, lezione prima di collegi e consigli e via di questo passo. Se si accavallano due scrutini non c'è solo una cosa da fare: è la scuola s (cioè quella in cui si hanno meno ore) a doversi "adeguare". Non sono certo l'unica ad avere due scuole, c'è chi ne ha tre, quindi mi rendo conto che non è mica facile mettere insieme tutto, organizzare e trovare una soluzione. Questo è ovvio. Fatto sta che la soluzione si deve trovare. Ed in genere, con un po' di bun senso, si ci riesce. Magari semplicemente "aggiustando" l'orario. In tutto ciò c'è un unico punto fermo: nessuno è dotato del dono dell'ubiquità. Ci stiamo attrezzando (tra poco agli insegnanti sarà richiesto tra i titoli preferenziali), ma non ci siamo ancora riusciti. Da questo punto fermo ne scaturisce, inevitabilmente un altro: posto che sei in servizio e che gli scrutini sono "atti dovuti", posto anche che se sfalzano gli orari di convocazione per gli scrutini devono tenere conto che non hai la "batmobile" o che non puoi usufruire del teletrasporto (anche per questo ci dovremmo attrezzare a pensarci bene) e che quindi ci impiegherai il tempo che ci vorrà per portarti da una scuola ad un'altra, posto tutto ciò l'altro punto fermo a cui facevo riferimento è che le due o tre scuole devono prendere accordi tra loro. L'insegnante può fare presente eventuali incongruenze, ma poi sono i Presidi che devono occuparsi di evitare e risolvere eventuali intoppi organizativi.
Questa mega premessa per raccontare che ho trascorso l'ultima settimana zompettando tra le due scuole (anzi tre: centrale e succursale) per farmi portavoce (si, portavoce) delle soluzioni organizzative. Mi sono pure beccata una risposta acidissima del vicepreside della scuola2 "ah, se pensano che cambiamo il calendario stanno freschi". Mi fosse capitato all'inizio della carriera mi sarei avvilita. Con tutta l'acqua passata sotto i ponti in questi (pochi, ma intensi) anni di servizio , ho dato una bella, diplomatica rispostina. Queste le mie parole: "sono in servizio, attendo comunicazione scritta del calendario definitivo. La scuola 1 ha provveduto ad inviare un fax con giorni ed orari in cui sarò impegnata". Ho sorriso, salutato e sono andata via. Il giorno dopo, al mio rientro a scuola, per magia, gli insormontabili problemi logistici sono stati superati e dal cilindro del vicepreside è uscito un bel calendarietto che, magicamente, ha messo d'accordo tutti...
L'esperienza, qualche volta, insegna. Soprattutto a far capire che hai capito. Chi vuole intendere intenda......
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