STORIE DI ORDINARIA F0LLIA DI UN'INSEGNANTE PRECARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

19.1.08

integrazione a tutti i costi

Ho pensato a lungo se scrivere o meno questo post. Non vorrei essere fraintesa. Sono qui a parlare, ancora una volta di Alice. Penso che ricordiate la mia alunna, quella ragazzina che ho a scuola che, per gravi malformazioni genetiche è paralitica, quindi sta su sedia a rotelle, ha problemi al cuore, ai polmoni, al fegato, al cervello; non parla, emette suoni simili a gemiti; non sente, non vede, ha il pannolone, ha 13 anni, ma è come avere a che fare con un neonato. Anzi, meno: un nenato stringe la manina automaticamente se sente il dito, lei no...inerme. Ovviamente, avendo il pannolone, fa tutti i suoi bisogni in classe, con annessi rumori, rutti, sbava etc....Scusate se sto scendendo nei particolari, ma è importante per spiegarmi bene.
Sapete cosa penso? Che la legge sui diversamente abili sia una delle migliori ed una delle peggiori al tempo stesso. E' fatta estermamente bene per quanto riguarda l'integrazione, la non discriminazione etc, ed è cieca davanti ad altri aspetti. L'alunna ha 13 anni, quindi per la legge italiana è una cittadina in età dell'obbligo scolastico. Mi dite voi, alla ragazzina, quale beneficio comporta? La prendono da casa sua e la portano a scuola dove tutti le vogliamo molto bene, ci siamo tanto affezionati etc, ma lei nn se ne rende conto e non si rende conto neanche di dove si trovi, nè con chi, nè perchè. Per l'integrazione sta in classe, ma è un vegetale: o piange e/o emette suoni oppure dorme. Ditemi voi se è dignitoso farla dormire seduta sulla sedia a rotelle. Non è una mancanza di rispetto? Non avrebbe diritto a dormire nel suo lettino? Vedete a quale paradosso si arriva? Non la si può discriminare, la si deve integrare (e lei neanche lo sa) e la si fa dormire da seduta o anche la si deve far fare i ruttini, o altro. Il che, per me è vergognoso (per non dire indegno). Ditemi voi se non è una contraddizione in termini. Certo, di contro, tutto il resto della classe sta imparando moltissimo, sta imparando ad accettare la diversità, a vedere l'altro da sè come parte di sè e tutte queste belle cose...ma alla ragazzina chi ci pensa? I genitori "pretendono" (e non vorrei si fraintendesse questo verbo) i propri diritti. Se si va in gita o in visita guidata vogliono che la figlia partecipi. Ora rendiamoci conto....l.a figlia o la porti a passeggio nei corridoi della scuola, o alla Reggia di Caserta o al parco Floridiana, non è che se ne renda conto o che per lei sia una giornata diversa. Il suo mondo non è fatto di questo. Per contro i suoi genitori se c'è da andare in un posto con barriere architettoniche, si oppongono a che ci vada tutta la classe (che ha finora perso la possiblità di andare al Teatro San Carlo, all'Auditorium rai o in altri posti, vuoi perchè c'erano barriere, vuoi perchè la ragazzina avrebbe emesso i suoi soliti suoni e ve la immaginate la scena al San Carlo di Napoli?).
Mi chiedo, per integrare l'alunno si passa davanti:
1. paradossalmente alle esigenze dello stesso alunno (ho citato la situazione di quando si addormenta, ma ad esempio se ha fame, chi può darle da mangiare visto che si alimenta di pappine ed omogeneizzati in quanto non ha neanche i denti. Per cui si deve tenere la fame. Non si sfugge);
2. alle esigenze della classe: per non discriminare un allievo (che neanche lo sa che è discriminato in quanto non percepisce nulla) si discrimina la classe, escludendola da gite molto interessanti. Che senso ha tutto ciò?
Voi cosa ne pensate? Aiutatemi a capire se sto sbagliando...sto lottando da giorni con me stessa, con i momenti di stanchezza, con i miei sensi di colpa a pensare che la ragazzina non dovrebbe frequentare etc

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Cara Manuela hai perfettamente ragione.
Mia cugina lavora come educatrice in un centro di recupero per diversamente abili con situazioni similissime a quelle di Alice... i ragazzi sono seguiti da personale preparato ed idoneo che soddisfa le loro esigenze... la struttura è dotata di lettini adatti dove i ragazzi riposano se ne hanno bisogno e poi ci sono laboraori manipolativi e creativi che credo siano piu' utli di una lezione in un aula non idonea.
L'integrazione è una cosa bellissima ma solo se serve... io credo sia piu' utile una struttura dove alla fine si riescono a fare anche piccolissimi progressi... se non avessi ascoltato tutti i racconti di mia cugina e il suo entusiasmo in cio' che fa non mi sarei mai permessa di esprimere un parere infatti anche lei, che è in prima linea in questo campo da 10 anni, difende questo tipo di scuola dove questi ragazzi hanno a disposizione non solo esperti ma anche pesonale ausialiare pronto ad accudirli in tutte le necessita' fisiche.
Un saluto, Ilaria

prof ha detto...

Grazie, Ilaria, per questo tuo commento e per quanto riporti. Conoscere l'opinione di chi lavora nei centri di recupero per persone in tale situazione, mi sta dando la conferma di quanto penso io: che senso ha affidare a noi un'allieva che avrebbe il diritto di essere seguita da professionisti del settore e non da insegnanti che, a parte la buona volontà, non hanno competenze specifiche da spendere? Per questo parlo di "cecità" della legge, perchè si tende a generalizzare, a non fare differenza tra le varie patologie. Per cui Alice è posta sullo stesso piano di un allievo poliomelitico o, che so io, caratteriale o con difficoltà di apprendimento. Per seguire queste normative ci si mette i paraocchi e si guarda solo in una direzione. La legge dice XYZ? Bisogna agire secondo legge. Anche se si va nel paradosso opposto, cioè in quello di negare un'adeguata assistenza pur di mettere un cittadino in età dell'obbligo all'interno di un contesto scolastico. Fatto questo il resto passa in secondo piano. Si ottempera l'obbligo e siamo tutti tranquilli. Che, per agire secondo normativa si neghi dignità ed aiuto specializzato all'essere umano, non lo considera proprio nessuno ed è triste.
Un abbraccio grande e grazie ancora. Mi ha fatto davvero bene.
Manuela

Anonimo ha detto...

Sono contenta di averti portato la testimonianza di mia cugina!!!!!
Siamo state ore a parlare di questo tema proprio pochi giorni fa. Lei è arrabbiata ed amareggiata perchè dice che questi ragazzi arrivano troppo tardi da lei e molte volte si puo' fare poco perchè il max risultato è dai 7 ai 14 anni!!!!
Immagina che un bambino autistico dopo le medie e arrivato nella struttura e non sapeva leggere e scrivere..... dopo 3 anni di sforzi scrive, legge e a Natale durante la rappresentazione ha recitato una brevissima poesia..... e se fosse arrivato prima cosa avrebbe potuto essere ora quel bambino????? Questa è la domanda che mia cugina vorebbe porre a chi non vuol sentire... un abbraccio con stima, Ilaria