STORIE DI ORDINARIA F0LLIA DI UN'INSEGNANTE PRECARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

28.2.08

Accade a scuola

due eventi entrambi esemplificativi, direi:
1. entro in terza: 15 assenti. Alla mia domanda del perchè scatta, unanime, la risposta "ma lei interroga". Ora, non per dare una notizia ai miei allievi, ma siamo praticamente a marzo ed io interrogo non certo da ieri. Altra notizia, sconcertante, eppur mi tocca darla " a scuola si viene ad apprendere e a verificare gli apprendimenti " (che in soldoni significa sorbirsi spiegazioni ed essere torturati dall'interrogazione). Se se ne rendono conto solo oggi mi sa che c'è qualcosa che non va;
2. entro in seconda. Un alunno, alla fine della lezione mi dice "la prof dello scorso anno è andata via e ci ha spiegato che non era di ruolo per cui la sua sede cambiava ogni anno. Non è che adesso rischiamo di perdere anche lei?". Magari quel "rischio" è una speranza celata, ma sentirmi chiedere se resterò anche il prossimo anno con loro e, soprattutto, sentirmelo dire in questi termini me gusta mucho (senza farci troppi,inutili, giri di parole).

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che tu possa avere tutti i motivi per essere orgogliosa di te.
Anche io insegno (sono supplente temporanea) e mi rendo conto che non è una "passeggiata". Le difficoltà sono tante, passare dalla teoria alla pratica ti fa rendere conto che entrare in classe e coinvolgerere i ragazzi è tutta un'altra cosa da quello che ti raccontano sui libri. Ci vuole davvero passione e tenacia per non mollare. Molte volte penso che questa non sia la mia strada e vorrei mollare tutto. Poi leggo il tuo blog e penso che avere risultati è possibile (per quanto a me sembri impossibile).
Un saluto!

Anonimo ha detto...

Mi stavo chiedendo dove ti fossi nascosta visto che su msn latiti da giorni... ma non avevo guardato il blog! bentornata!

15 assenti per evitare un'interrogazione... ma allora perchè non interroghi tutti i giorni? Sai che pace!

Per il precariato invece, beh, ti ho già detto che io sono passato senza saperlo da un lavoro a tempo indeterminato (eternamente precario, insomma...) a uno a tempo determinato (uno + uno... boh?!) con tanto di riduzione di stipendio ma di cui si dice che "offrirà migliori prospettive"...
...filosoficamente parlando potevi anche dirgli che sappiamo tutti da dove veniamo, più o meno sappiamo dove siamo ma non possiamo sapere dove saremo (tranne il mio sistemista quando lo mando a quel paese, ormai la strada la sa)...
...oppure potevi anche rispondere, 'gustamiento' a parte, che siamo tutti di passaggio...

Anonimo ha detto...

UHUHUHUHUH...
Una volta nella mia classe di 17"persone" siamo stati tutti così coraggiosi da non presentarci per niente a causa dell'interrogazione di filosofia..
Lì x lì la prof niente..Poi invece ci ha fatto "lo scherzo del prete" : ha interrogato il giorno dopo a sorpresa (con esiti devastanti per tutte le medie)... e sopratutto da allora non ci avverte più se il giorno dopo a lezione interrogherà o spiegherà..(e quando interroga sceglie le vittime con la tombola, fregandosene del giro , delle giustificazioni, etc etc...)Durissimo da reggere..Ma da allora Filo è la materia che sappiamo meglio!

°E' la dura legge del mestiere!°

Francesca