STORIE DI ORDINARIA F0LLIA DI UN'INSEGNANTE PRECARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

20.2.08

pofessoeeeessaaaaaaaaaaaaa


Sfido chiunque a farsi un'ora come quella odierna con Attila versione scassaminchia e non rasentare il crollo nervoso!
Oggi era particolarmente su di giri. Ha iniziato facendo ruttini e puzzette, ma si sa è un alunno certificato quindi qualsiasi altro compagno, per molto meno, minimo minimo si becca un accompagnamento. Nel caso di Attila se lo punisci sei additato come colui/colei che non favorisce l'integrazione.

Ecco i punti salienti della lezione odierna. Attila mi guarda, incomincia quel suo tic (facce ridicole che ti verrebbe pure da ridere, poi ti ricordi che è pur sempre un diversamente abile e ti trattieni) e poi inizia a chiamarti "pofessoessaaaaaaaaaaaaaaa, pofessoessaaaaaaaaaaaaaaaa pofessoessaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa è vero che io è vero che io è vero che io è vero che io fazzio il bravo fazzio il bavo fazzio il bavo?"

(Tic e faccina)
"Ma se fazzio il bavo mimetti vicino a Federico così lo piglio a calci in culo?"

(Tic e faccina)
"Pofessoessaaaaaaaaaaa è vero che Federico è stronzo?" (per inciso Federico è uno scricciolino che peserà 20 kg, piccolino, minuto, dolce, educato e timidissimo)

"Pofessoessaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, ma se mi metto la mano nella mutanda tu mi mandi dalla Peride (preside)"?

(tic e faccina)

"Pofessoesssssssssssssaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, ma tu a me mi schifi?"

Risposta (prima del suo tic e faccina) CONFERMO

"Pofessoeeeeeeeeeeeessaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, Pofessoessaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, Pofe, pofes, pofessoooooooo, pofessoeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Dopo di che, senza fare la minima faccina nè accennare il tic, ha preso il quaderno e si è messo a lavorare. Cosa abbia fatto "abortire" l'ultimo "pofessoesssssssssssss....."? Ritengo il mio sguardo assassino subito dopo il mio "confermo". A sapere che era tanto facile avrei confermato prima, ma si, prima ancora che me lo chiedesse. Ora, ditemi voi se non sono eroica per non aver sclerato. Di una cosa sono certa: entrerò in classe tipo donna-sandwich " IO SCHIFO ATTILA (and I am loving it)".

9 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao, bello il tuo blog. TU per caso insegni inglese? abbiamo in comune...il precariato...e, credo, il mal di testa...qualche suggerimento sul come liberarsene?
shopparoundthecorner@gmail.com

prof ha detto...

Ciao e grazie per il post e per i complimenti. Insegno al momento francese, anche se mi piacerebbe passare sull'inglese (ma al momento non vedo spiragli).
Un saluto

giovanna ha detto...

Manuela,
crollo dal sonno, ma non potevo non venire a dirti: martireee, santa!
Ti abbraccio!
e mi insegni pure tanto....

prof ha detto...

No, Giovanna, "santa, martire" etc è la collega di lettere che là dentro ci sta 11 ore. Mio Dio, ieri, la poverella se ne è fatte tre di seguito "pofessoesssssssssssssssaaaaaaaaaaaaaaa" le è toccato moltiplicato tre.....!

Un abbraccio!

PS: anche io sto morendo di sonno, ma nel tuo caso c'era la consolazione di stare per andare a nanna; nel mio, invece, c'è la "punizione", dello stare per andare a scuola(notare orario del post). Vedi, c'è sempre chi sta peggio ;-)

prof ha detto...

PS2: anche il "tic e faccina" è da ricalcolare proporzionandolo alle tre, dico tre, ore della collega di lettere (davvero "santa subito").

giovanna ha detto...

giusto. La collega ti lettere è stata peggio di te! :-)
Poi... uuhh leggo l'orario dei tuoi post...
quindi: 6,30, già in piedi? anzi, sicuramente un po' prima, preso il caffé?
Ehmmm..., sto meglio io lo ammetto!
Se ho prima ora posso alzarmi alle 7,30!!!
Eheh... ma va, tanto sto peggio per altri versi.....!
La vita è tutta un pro e un contro:-)
a presto!

prof ha detto...

non me ne parlare, io sono una dormigliona. Mi sveglio alle 6 tutte le mattine, tranne il giorno libero e quello in cui entro alle 11.

Anonimo ha detto...

Gulp!
Ma come fai?
Ti ammiro.

prof ha detto...

Non lo so, Massim, come faccio. Credo si chiami istinto di sopravvivenza. D'altra parte dover gestire situazioni di emergenza è, per un insegnante, pane quotidiano. La cosa è snervante, ma è così e bisogna fronteggiarla. Certo, moltissime volte credi di impazzire, altri arrivi a casa che non hai neanche la forza di toglierti le scarpe perchè quello che hai fatto a scuola è un circo, non è scuola, ma poi il modo di rialzarti lo trovi (menomale).
Un beso