STORIE DI ORDINARIA F0LLIA DI UN'INSEGNANTE PRECARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

16.3.08

False friends

ovvero faux amis, ovvero falsi amici ...
Quando studi queste cose all'univeristà, per i vari esami di linguistica generale, applicata, inglese, teoria e metodologia della traduzione, glottologia etc tutto immagini tranne quello che accade in quando dall'altra parte della cattedra ti ritrovi tu.
Classe seconda, troviamo la parola "veste" e faccio notare che è un falso amico. Lo scorso anno non hanno imparato cosa siano e quindi rimedio e parto con la spiegazione "una parola che, foneticamente e/o ortograficamente assomiglia ad una della tua lingua madre e/o che conosci, ma che ha una traduzione completamente diversa si chiama falso amico. Cioè una parola che sembra essere amica, ma in realtà ti inganna, è un falso amico, perchè un amico non può ingannarti è una contraddizione in termini".
Parte il dibattito tra i miei alunni sulla lealtà in amicizia, sull'opportunità di definire "amico" chiunque, anche un conoscente, sul valore della parola. L'ora è volata ed i miei alunni hano fatto delle riflessioni talmente profonde, lucide e per nulla scontate nè banali che mi sono meravigliata di me. Saranno pure teste di cazzo, ma quando decidono di farla funzionare la testa funziona eccome..

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Mmm... allora quando dell'amicizia e di altri valori se ne infischiano lo fanno consapevolmente?
La domanda ovviamente non è rivolta solo ai tuoi studenti, ma un po' a tutti.
Se a parole, riflettendo più o meno profondamente su certi concetti, si dimostra una maturità inaspettata, allora nel momento in cui questa maturità viene meno all'atto pratico vuol dire che c'è consapevolezza e premeditazione?

prof ha detto...

ho sempre sostenuto questa tesi.

Anonimo ha detto...

Che cosa fa una testa di cazzo quando funziona?

prof ha detto...

tante cose, ti assicuro