Lavoro non quantificato. E quando non è quantificato nè quantificabile scatta l'inghippo. Ad esempio, sono pomeriggi e soprattutto serate, che passo a correggere compiti in classe. No, scusate, compito in classe è antico. Si dice verifica scritta e cambia tutto (pare che il termine compito incuta timore e soggezione in quelle povere creaturine smarrite; verifica li rassicuri. E si vede dai risultati ..........).
Dov'è la novità? Hai 9 classi e 250 alunni (che ultimamente ti sembrano 1000) lo sai che è così. Si, lo so. Il fatto è che non mi consola. Insomma, lo capite o no che sono alla frutta, che non ce la faccio più a leggere fogliacci grondanti di errori. Cazzarola, alunni d'Italia, quando lo capirete che la seconda persona singolare dei verbi regolari di I gruppo in francese ha la desinenza -es? Quando capirete che il soggetto non è mai sottinteso? Quando vi entrerà in quella testa vuota che un conto è cire ce sont ed un altro il y a ? Quando vi schiafferete in testa che il francese è una lingua fatta di accenti e che quindi gli stessi non sono un optional? Mi sono rotta le scatole di parlare al vento. Se non avessi lo zoccolo duro di "bravi e studiosi" mi sarei già suicidata da quel dì. Almeno loro mi danno soddisfazione, mi fanno rendere conto che non tutto è perso. Per il resto se solo vi applicaste in classe come fate con il Grande Fratello o quelle zozzerie che stanno finendo di atroffizzarvi la mente, sareste dei geni!
Ecco, l'ho detto.........!!!!
1 commento:
Manu,
hai la mia solidarietà.
siamo tutti sulla stessa barca. questo è!
tra alti e bassi, "depressioni" ed entusiasmi...
ma noi non li molliamo mica quegli "alunni d'Italia"!:-)
E NON sentirti in colpa per Alice... (letto altro post)
un abbraccio,
buon 25 aprile!
g.
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