Credo capiti a tutti, prima o poi, di avere fortemente voglia che le cose cambino. Ci sono quelle che cambiano a prescindere dalla nostra volontà e quelle che cambiano solo se lo vogliamo. Mi trovo in una fase che sintetizza bene le due possibilità. Ci sono cose che posso cambiare solo io, altre che non posso cambiare nè io nè nessuno ed altre ancora che cambieranno solo se sarà destino che cambino.
Non ho fede, non sono credente, ma in questo momento mi viene in mente "Serenity prayer" (già riportata tempo fa su "Diario di una prof", lo so sono ripetitiva):
God grant me the serenity to accept the things I cannot change; courage to change the things I can;and wisdom to know the difference.
Vorrei questo: la saggezza di riconoscere le cose che non posso cambiare, e che quindi devo accettare così come sono e quelle che posso effettivamente cambiare in quanto dipendenti solo dalla mia volontà di dare un corso diverso alle cose.
4 commenti:
ciao cara prof.
vorrei anch'io avere quella saggezza...
starei meno male, avrei il fegato più sano, per le cose che mi piacerebbe fossero diverse!:-)
poi...sono poco "saggia" anche nel cambiare le cose che potrei cambiare!:-(
Manu,
ci sei?
Se vuoi passare un attimo dal mio blog... io ti ho pensata!
ora vedi tu cosa fare...:-)
a presto!
g.
Giusto. Amare la vita vuol dire anche accettrla.
Stavo per scrivere che la voglia di cambiamento era così diffusa anche nei giorni passati che vi hanno mandati tutti a casa!
Poi però mi sono ricordato che avrei dovuto firmarmi Vaffaman e non Beppe e quindi ho optato per un commento più adatto allo spirito del blog.
Dunque. Saggia la preghiera, è un po' come chiedere di conoscere i propri limiti. A volte si può, a volte per conoscerli bisogna testarli e per testarli è inevitabile cercare di cambiare anche quelle cose che non potremo cambiare mai.
L'essenza della natura umana sta tutta lì.
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