Oggi Hitler mi ha convocato in Presidenza. Ogni volta che accade, visto il tipino ed i suoi modi particolarmente "urbani", la prima domanda che viene in mente non è certo "chissà cosa vorrà dirmi", ma la ben più avvilente e terroristica "che ho fatto?". Ebbene, mentre salivo le scale e mi ripetevo il quesito cercando di richiamare mentalmente gli ultimi eventi, incontro il vicepreside altrimenti detto il viscido il quale mi dà una pacca sulla spalla, mi sfodera il suo sorriso Durbans e mi semi urla "hai saputo, manu, la TUA cattedra è stata assegnata. Viene una mia carissima amica, non ci sto nella pelle". Pezzo di tamarro che non sei altro, ti sei mica posto minimamente il problema che chi avevi di fronte potesse essere non dico turbato, ma almeno un po' dispiaciuto per vedere sfumare la possibilità di tornare a settembre? E poi chi cavolo di ha chiesto nulla, non potevi stare zitto e fare bella figura? Insomma, per farla breve, entro in Presidenza già incacchiata all'inverosimile (tant'è che la domanda "che ho fatto?" non mi sfiorava neanche più l'anticamera del cervello). Mi accogli Hitler che mi chiede di accomodarmi ( "si fa seria la cosa", ho pensato "in genere le cazziate peggiori te le fa lasciandoti come un citrullo sulla porta ed urlando ancor prima che varchi la soglia). "Professoressa, avrà appreso dei trasferimenti, per cui la speranza di averla di nuovo con noi svanisce. Sono molto dispiaciuta di perdere una persona in gamba come lei (ed intanto si è pure commossa), una persona che nonostante la precarietà del posto che occupa si è dedicata con passione ed amore alla professione ed ai ragazzi, una persona precisa e puntuale e, soprattutto, corretta. Questa scuola perde un'ottima insegnante e non posso non dispiacermi di questo, ma sono sicura che lei si saprà far voler bene anche in un altro contesto che avrà al fortuna di averla. Spero ci saranno occasioni di future collaborazioni e spero ci vorrà venire, di tanto in tanto, a salutare.
Sono rimasta in silenzio non so, qualche secondo, ho preso fiato e le ho detto più o meno "Preside, mi ha riservato parole talmente belle da non sapere cos'altro dire se non grazie. Quest'anno è stato molto faticoso, ma è stato un anno in cui mi sono sentita, in ogni momento, sostenuta ed appoggiata. Significa molto sapere che ci sia chi ti sa far crescere professionalmente....." Poi, beh,poi avrei voluto continuare, ma le lacrime continuavano a scendere e tutto avrei immaginato tranne di concludere il colloquio con un abbraccio tra Hitler e me....
Sinceramente non me l'aspettavo...
E domani via con altri turni d'esame....una tirata fino a sabato!
2 commenti:
ehiii, fai commuovere anche me!:-)
Manu,
sono felice per questa tua piccola-grande soddisfazione!
[se la tizia la chiami Hitler... è grande!]
ciao!
Hitler ha sorpreso anche me. E' vero il detto che le cose accadono quando non te le aspetti...
grazie per l'ennesima attestazione di affetto, Giò!
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