Se vi dico che oggi sono iniziati gli esami della classe "bella bella bella" e che ognuno di loro è caduto su domande non dico "bastarde", ma domande come quelle alle quali uno si aspetta uno straccio di risposta dal momento che tre anni a scaldare la sedia ci sono stati, insomma se vi dico questo già vi ho detto tutto. La collega di lettere e quella di mate non sapevano più che pesci prendere. D'altra parte, dopo essere state un anno a vedere "ottimo" e "distinto" ovunque, a vedere una classe perfetta invece delle mezze calzette pompate (da loro e dalle famiglie) che non sono altro, deve essere stato alquanto imbarazzante dover accettare il mutismo, l'ignoranza, l'impreparazione. Si sono giocate qualsiasi tipo di carta, compresa quella dell'emozione (un evergreen, si sa). Peccato che fosse un'emozione a comando. Eh si, non per fare la profe bastarda, ma se uno parte sparato con la tesina e me la illustra a menadito e poi alla prima domanda non sa rispondere e si pretende che sia colpa dell'emozione, beh è una bella presa per il culo. Resesi conto che la filippica sull'emozione non reggeva, sono passate a dire che "noi consideriamo il triennio, mica il colloquio". D'accordo, ma:
1. allora il colloquio che lo fai a fare? 2. se consideriamo il triennio andiamo a riprendere tutte le schede di valutazione e vediamo questi geniacci che evoluzione hanno fatto.
Insomma, inutile dirvi che mi attendono altri tre giorni di orali della bella classe più lo scrutinio con spargimento di sangue. Il che non mi farà rimpiangere di non esserci il prossimo anno. Andrò a vedere come si litiga con i colleghi in un'altra scuola.....
2 commenti:
>>Andrò a vedere come si litiga con i colleghi in un'altra scuola.....
questa è troppo carina:-)
il resto..normale amministrazione!
Eh eh! In realtà questa battuta è "figlia" di un'altra partorita sempre da me due anni fa, dopo un mese di riunioni al vetriolo in cui c'era chi, per il solo fatto di avere i capelli bianchi, pretendeva si prendessero per oro colato le proprie esternazioni, esigeva che fosse eseguita immediatamente ogni idiozia che imponeva e, peggio ancora, suddivideva colleghi e alunni in "serie A-B". Dopo un ennesimo e disgustoso episodio (alzare tutti i voti al figlio di un amico!), sfogandomi con una collega ho detto "alla fine, se non fosse per i ragazzi e per qualche collega, non mi dispiace per nulla non avere la possibilità di tornare in questa scuola". E lei: "bhe, si, anche se queste cose accadono un po' ovunque, purtroppo è uno schifo". Ed io "si, ma VOGLIO ANDARE A VEDERE UN ALTRO SCHIFO"
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