Ce la sto mettendo tutta, ma sto per mollare. Non ce la faccio. Ogni giorno vado a scuola, ma vorrei scappare. Sono nella fase in cui riesco a galleggiare, anzi direi che sto "militarizzando" le classi, ma non riesco a trovare un senso. Energie e sforzi per un lavoro che sta andando sempre più alla deriva, per una professione denigrata da tutti, per uno stipendio pietoso...
Ieri ho assistito ad un momento di sconforto di una collega. La capisco, oh se la capisco. Avrei voluto dirle tante cose, ma non ci sono riuscita. Un po' perchè guardando lei è stato come guardare me allo specchio; un po' perchè non avrei saputo come tradurre in parole i pensieri che formano un groviglio indistinto nella mia mente per cui sono rimasta in silenzio ad ascoltare quello che diceva lei. Un'analisi lucida, perfettamente centrata della frustrazione di non essere capiti da chi questo lavoro non lo fa e ci guarda come privilegiati. Ho capito tante cose e mi sento meno sola ed anche meno stupida. Aver compagno al duol etc etc. Il lato negativo è che se continuo a parlare con gente avvilita non mi farà bene. In fondo io che sto cercando se non qualcuno che confermi il mio stato confusionale?
Nessun commento:
Posta un commento