Non so se sia perchè ho attraversato un difficile periodo di crisi professionale o perchè ora sto ingranando, ma mi sto trovando talmente bene che, brutto a dirsi, non so cosa scrivere. Almeno quando ti vuoi sfogare è terapeutico mettersi al pc e raccontare le (dis)avventure scolastiche. No, non sto dicendo che preferirei avere qualcosa di cui lamentarmi, ma al momento non credo di avere altro da dire che non sia "mi sto trovando benissimo, con gli alunni fila liscio, sto costruendo - non senza fatica, ma con somma soddisfazione - bei rapporti umani, sto avendo un enorme piacere ad entrare in classe etc".
Fatto sta che la constatazione è una: più gli alunni sono "sgarrupati" più hanno fortemente bisogno di un punto di riferimento, di qualcuno che non li ghettizzi, ma che riesca a non farli sentire uno scarto della società. La scuola credo sia il luogo adatto per iniziare a rivalutare sè stessi, anche perchè questi ragazzi sbandati spesso nascondono enormi fragilità, insicurezze, scarsa autostima. Sto cercando di gratificarli tanto, di farli sentire importanti, di valorizzare ogni sforzo, ogni minimo progresso, ogni volontà come un passo verso la costruzione e il miglioramento di sè. E' dura, titanica come impresa, ma per me è una nuova esperienza, un misurarmi a mia volta con me stessa e con quello che sono capace di fare. Di sicuro mi sto trovando meglio con questi ragazzi difficili che con i prosopopeici "figli di papà" con i quali ho avuto a che fare in passato. Tutto sta a trovare una chiave d'accesso e di comunicazione. Quando la trovi scopri un mondo. Doloroso, difficile, straziante, esplori con loro delle storie personali terrificanti, ma ti serve a riconsiderare tutto e a tirare fuori rabbia e voglia di aiutare questi ragazzi ai quali troppo precocemente è stata strappata la spenzieratezza. Se solo riuscissi a regalargliene un po' io, cavolo. Vorrei che avessero la possibilità, anche solo fosse una, di sentirsi ragazzi della propria età. Ci deve essere un modo ed io lo troverò. Glielo devo: mi hanno tirato fuori dalla mia crisi, seppur inconsapevolmente. Ora è il mio turno di dare qualcosa a loro.
2 commenti:
Manu,
comprendo ancora meglio la tua *forza*. Sei grande nell'animo. Saprai dare molto a questi ragazzi, non ho dubbi.
grazie per ciò che scrivi.
g
Sento di avere una nuova energia, finalmente vedo un senso in quel che faccio. Mi è costato un bel po', ma ora benedico quella crisi che mi ha aiutato a tirare fuori tutta la forza di cui fossi capace e di reagire. Ne sono sicura: niente capita per caso, neanche gli ostacoli più alti da superare.
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