All'inizio volevo scappare, non credo sia neanche il caso di ricordarvelo. Ho letteralmente martellato con post disperati, avviliti, annoiati. In una seconda fase ho deciso che dovevo reagire, fare qualcosa, intervenire lavorando su me stessa. Ora (ho quasi paura a dirlo) lo stato d'animo iniziale è del tutto svanito. Non credevo di poterci riuscire.
A scuola va sempre meglio. Sto scoprendo persone meravigliose. Forse il fatto di condividere la disperazione della periferia ci aiuta a legare, a capire che solo la squadra unita vince. Ho paura che l'idillio si spezzi, che la mia sia solo una proiezione mentale necessaria per uscire dal disagio, che ci sia qualcosa sotto. Di fatto io colleghi così non li ho mai trovati. Sembrano usciti da un film, da quelli che ti raccontao che uniti ce la si può fare, che insieme si è sempre vincenti. Sento di essere stata accolta da una concentrazione di persone splendide che difficilmente si ripete. Queste persone mi fanno sentire protetta, compresa e mi trasmettono una serenità enorme. Finalmente posso dirlo: la periferia non mi fa più paura.
5 commenti:
Sono veramente felice per te, Manu, è un dono meritato alla tua tenacia ed evidentemente un riconoscimento del tuo valore. Un sincero abbraccio!
Anch'io sono felice per te, continua così! Ti segnalo questa iniziativa, in linea con la tua riscossa: http://piccolalori.spaces.live.com/blog/cns!AE1280C7F61EAAA8!364.entry
E' proprio vero: i posti dove il lavoro è più duro vedono (come per selezione naturale) la maggior concentrazione di persone unite e pronte a lottare. Dai che ce la facciamo.
smak, smakkk! :-)
fortissima di una Manu!!!
rubo la frase a milady:
dai che ce la facciamo!
ciao, tutte!
se solo penso a come stavo...
Invece ora mi sveglio con la voglia di andare a scuola. Mai possibile?
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