Lo so, mi accade sempre. Arrivati ad aprile non ce la si fa più. Per cui, con la stanchezza accumulata in mesi di lavoro e le energie che vengono a mancare è davvero difficile non perdere la pazienza e non scattare per qualsiasi cosa. In più non mi sento ancora bene. Ecco un cocktail perfetto! Ci sono cose che mi rifiuto di accettare. Molti mi dicono perchè sono ancora nella fase combattiva e che tra qualche anno inizierò ad essere talmente disgustata che certe cose non le noterò. Anelo quel momento, mi farò di sicuro il sangue meno amaro. Situazione: una collega ad inizio anno, ha letteralmente arraffato quattro ore residue (togliendo quindi la possibilità concreta ad un collega precario di essere nominato, guadagnare qualcosina, fare i 12 punti etc) con la scusa "non potevo non fare questo favore al Preside..." . Come no. La simpaticona è parente di quella che fa l'orario e queste 4 ore se le è sistemate perbenino. Una di queste 4 ore coincide con un mio cambio e con una mia "ora buca". La collega si sente automaticamente autorizzata (visto che a lei nessuno dirà mai nulla) a presentarsi con 20 minuti di ritardo (poverina, capitano tutte a lei: fora con una frequenza imbarazzante, contrattempi dell'ultimo minuto.... una vita rocambolesca) tanto c'è la cretina che le fa da tappabuchi. Mi sono rotta le scatole e, dopo averle parlato inutilmente e dopo aver cercato invano i bidelli (note primule rosse) per la sorveglianza (sperado che si scazzassero loro e sollevassero loro il problema) ho parlato con il Preside. Mi ha detto che sono fatti miei e che se lascio la classe me ne assumo la responsabilità. Ho quindi fatto interveniere la rsu e non sto qui a farvela troppo lunga...
La cosa ridicola è che questa collega che arraffa le quattro ore e che poi in classe non ci entra se non per una manciata di minuti alla settimana è vista come "colei che si prodiga per la scuola". La sottoscritta che sta venti minuti alla volta oltre il proprio orario di servizio non solo per la scuola non fa una beata mazza, ma si prende pure certe risposte. La medesima collega arraffa anche pon e progetti. E di nuovo "fa tanto per i ragazzi". Dico io, ma si rendono conto? Quella fa tanto per il proprio conto in banca. Uno che "dà davvero molto" non è chi prende profumate retribuzioni. E' uno che si presta seppur non retribuito, che mette a disposizione a titolo gratuito il proprio tempo e le proprie competenze. Ora se questa persona che si presta a titolo gratuito deve essere trattata come l'ultima ruota del carro rispetto a quell'altra che fa l'asso pigliatutto a me, permettete, quell'attimo le scatole girano....
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