Non so come impostare questo post. Devo partire nel mezzo e fare vari flashbacks...... Ci provo.
Il "mezzo del racconto" che in realtà qui è l'incipit parte da questa mia affermazione: ho scoperto di avere lo stesso medico di famiglia di una mia collega. Fin qui tutto tranquillo, ma mi rendo conto che di per sè la cosa non costituirebbe un grande scoop e non lo sarà neanche buona parte del racconto che, però, per arrivare alla conclusione sarà necessaria premessa (incominciamo bene!). La collega è una deficiente, stronza e pure ladra. Si, non mi faccio problemi a definire così chi froda e si finge malato. Cosa fa di diverso rispetto ad un borseggiatore? La suddetta, all'incirca 6 mesi ha ha preso due mesi due di malattia. Pochi giorni fa, in sala d'attesa del mio medico (che poi è pure un mio caro amico) la incontro. Lei non sa che sono amica del medico ed inizia a dire che è uno stronzo e che lo aveva pure cambiato perchè non le aveva voluto far eil certificato di malattia sei mesi fa ritenendola in grado di lavorare. Arriva il mio turno, litigo con il mio medico=amico il quale mi stava ordinando un paio di giorni a casa in quanto mi ero presentata lì con tosse, raffrreddore, mal di gola (anzi placche) ed insistevo per avere qualcosa che mi stroncasse il tutto sul nascere pur di non assentarmi (ok, sono un caso disperato, ma meglio la mia disperazione allo schifo che si vede in giro) e dopo aver barattato uno "sconto della pena" (per inciso ho fatto malissimo e poi capirete perchè), gli ho detto che una sua paziente è una collega. Ha detto "uguale a te... quella si era rotta un'unghia ed è venuta per avere due mesi, le ho detto che non se ne parlava e ha minacciato di denuciarmi ; si è procurata un'altra certificazione ed ora sta venendo quasi ogni giorno perchè vuole da me altri due mesi....". Ok, cazzi suoi (schifosi, ma sempre cazzi suoi sono). Saluto e vado via. Neanche il tempo di arrivare a casa e mi squilla il telefono, è lei che mi chiede un passaggio per il giorno dopo " quello stronzo del medico non mi ha voluto fare un certificato, domani mi tocca venire. D'altra parte domani ho solo tre ore e, quasi quasi, non le spreco". Da premettere che parlava con me che ero in preda ad una crisi di panico nell'eventualità di non andare. Le ho risposto che non potevo darle una risposta certa perchè il medico era contrario che andassi a scuola ed io volevo andare a tutti i costi e che però dipendeva da come mi sarei alzata. Sapete che mi ha detto? "beata te che riesci ad ottenere i certificati!!!!" . Ed io, a quel punto esplodendo "guarda che è il contrario: mi hai vista allo studio perchè speravo di ottenere non certo un certificato, ma una terapia d'urto per evitare di assentarmi". E che cacchio, non vi pare?
Non finisce qui, questa è la premessa. La mattina mi sveglio, mi sento non certo meglio, ma sicuramente non male da non andare, le telefono e vado a scuola. Nel tragitto parliamo di solite cavolate poi arriva l'argomento "caldo". Ed è un crescendo, mica robina semplice. Io dico che sono stanchissima lei, scandalizzata, mi risponde " e che dovrei dire io? Sono distrutta". A questo punto, io che 'so fumantina, le rispondo "si, ma da settembre ad oggi, quando uno (in generale) non ha preso neanche un'ora di permesso adesso la stanchezza la sente" e lei " a chi lo dici, io non ce la faccio più" (ed ecco un'altra digressione-precisazione: dopo i famosi due mesi a casa ha iniziato a fare la cosa peggiore e cioè le assenze a singhiozzo. Almeno nei due mesi aveva avuto la supplente, una persona in gamba della quale le famiglie erano contentissime, mentre ora che c'è lei non lo sono affatto... poi racconto altri episodi che si collegano !!!!!). Mentre parlavamo io continuavo a soffiarmi il naso e a tossire, lei tranquilla fresca e tosta ripeteva "non mi sento proprio bene, ma tre ore non le spreco che sono pazza?". Certo, si ragiona in termini di "ore da sprecare". Dico io ma la dignità questa gente non ce l'ha? Tutto ciò avveniva martedi.
Mercoledi mi sveglio uno schifo. Ho cinque ore, di cui due in due terze alle quali non voglio far predere le spiegazioni. Per cui, mi faccio forza e vado. A scuola, però e prevedeibilmente, mi sento male. Chiaro: ho la febbre. Faccio la prima ora e penso: ok, se non ce la faccio vado a casa; così procede per la seconda, la terza.... insomma per farvela breve fino alla quarta quando incontro la vice. Mi vede praticamente in coma e mi dice "cos'hai?". "La febbre" e lei "menomale che non ti sei assentata, oggi tanti sono assenti".. Grandissima stronza. Tra gli assenti c'è anche lei, la signora dall'unghia spezzata che, avendo 5 ore, ha pensato di assentarsi perchè quella sì che è un'assenza sensata, e tu, hai il coraggio di fronte ad una che davvero sta male, di dire menomale? Ma menomale cosa? Menomale che ti è capitata quale incaricata di francese una demente come la sottoscritta? Menomale che hai una cretina e non una furba imbrogliona? Menomale che in nome di questo stramaledetto senso del dovere che mi ritrovo (grazie mamma, grazie babbo!) viene a scuola in queste condizioni e si fa scrupolo di andare via? Ma vaffanculo va'.....
PS: in un altro post vi racconto poi della collega e dei genitori....
1 commento:
chi nasce tondo non muore quadrato. L'ho sempre pensato ed in genere, nel bene o nel male, questa teoria non viene mai smentita. Tu vai a scuola seppur ti senta male perchè è l'unico comportamento che senti di avere, l'unico che ti fa sentire a posto con te stessa. La collega idem. Non credere che, per quanto sbagliato, quello non sia l'unico modo di agire che la faccia sentire a proprio agio. Discutibile, ma è così che va il mondo: c'è chi si fa 2000 scrupoli e chi neanche zero, chi si sovraccarica di lavoro e chi no.
Un saluto e un consiglio: prima di andare a scuola curati bene, la medaglia non te la danno di certo!
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