Ci risiamo, anche quest'anno è giunto il momento dell'ora in meno di sonno. Mi alzo alle 6...domani saranno le 5 (vabbè già da oggi, ma è domenica e non me ne può fregare di meno). Sonno perso a parte (ed io ho un fisiologico bisogno di dormire, altrimenti divento più strega del normale), l'idea delle giornate più lunghe, della luce e compagnia bella mi esalta non poco. Dovrò superare questa settimana, spiegare al mio corpo e al mio bioritimo (perchè anche io ne ho uno, sapete?) che da oggi va in questo modo. Però ingranerò, lo so...
Bioritmi a parte, ieri è stata una giornata del piffero. Oltre l'ovvia considerazione che era sabato e che a me il fatto di andare a scuola il sabato non scende proprio specie da questo momento dell'anno in poi, quando vorrei essere altrove e non prigioniera in un'aula, a parte questa considerazione mi sto rendendo conto che anche quel po' di pazienza che mi sforzavo di tirare fuori mi sta abbandonando. Non sopporto più nessuno. Gli alunni al primo posto. Mi innervosiscono e divento più iena del solito. Il che la dice lunga. Anche quegli allievi che mi sono sempre sembrati "bellini", ora non li sopporto, figurarsi i tritapalle. Ieri all'uscita era tutto un "arrivederci prof, buona domenica, a lunedi".... in condizioni di calma avrei sorriso e risposto con gentilezza. Ieri (e domani non sarà diverso) devo averli fulminati con lo sguardo e devono aver capito quello che pensavo e cioè "ma vaffanculo va'").
Lo so, non è nè politically correct nè carino che io dica queste cose su un blog. Sarebbe di sicuro molto più indicato dire che amo i miei alunni, mi piacciono tutti, sono un amore etc. Purtroppo certi giorni penso che siano bellini e che sia una fortuna trovarmi in quella scuola (dopo aver conosciuto la periferia, mi pare di stare ad Oxford, Attila compreso), che mi dispiacerà tanto doverli salutare etc; altri giorni penso che il mio posto non sia in una scuola, che gli alunni, i genitori ed i colleghi mi stanno tutti sulle palle (anzi, miracolo, alla fine i colleghi stanno sempre sul podio, ma al terzo posto) . La spiegazione è una: siamo arrivati alla frutta (o, almeno, la sottoscritta è proprio al capolinea). La stanchezza la fa da padrona, non ce la facciamo più. Vorrei che la scuola finisse domani. Ed invece mancano ancora due mesi di lezioni + giugno che sarà di scrutini, esami etc, mica una passeggiata di salute. Al solito non vedo l'ora che arrivino le vacanze che, paradosso del precariato, equivale a non vedere l'ora che scada il contratto. Ecco, se la guardo da questo punto di vista mi prende malissimo.
Vabbè, ho capito, è proprio il caso di farmi una doccia ed andarmene a via Caracciolo a passeggiare!
Buona domenica
4 commenti:
Ciao cara, credo sia normalissimo, arrivati a fine marzo non sopportare più nessuno. Anormale sarebbe il contrario, insomma roba da "santa subito". Bando agli scherzi, i ragazzi sono davvero elettrici. Avrei voluto farti vedere la mia III B ieri all'ultima ora...se avessi fatto quello che mi è passato per la mente ora sarei a San Vittore!
Dai che manca poco" Ciao
a cosa manca poco, a San Vittore? Spero proprio di no!
Un abbraccio e grazie per il sostegno
è normale.. insomma... anche i prof sono umani e di sicuro la stanchezza e lo stress giocano il resto... dai coraggio! consolati che dopo lezione se hai tempo ora potrai passeggiare fino a sera e rilassarti...
grazie mille per il conforto. Un saluto!
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